venerdì 15 maggio 2015

La Norvegia dice no agli allevamenti di pellicce

Una recente decisione da parte del governo norvegese ha acceso gli animi tra gli allevatori di volpi e visoni, che usano questi animali per ricavarne pellicce.
Si parla infatti di un taglio ad un settore molto redditizio per lo stato norvegese che ammonterebbe a circa 2 milioni di euro, che minerebbe gli affari della metà degli allevatori e danneggerebbe l’economia locale.

Guri Wormdahl, portavoce dell’associazione degli allevatori norvegesi ha recentemente dichiarato che il taglio dei sussidi a questo settore inciderebbe sull’economia locale e sullo sviluppo delle aree più remote del paese, ci sono circa 280 allevamenti tra volpi e visoni in tutto il paese e ognuno vale più di un milione di corone norvegesi; sarebbe disastroso quindi applicare misure così dannose per un settore che lavora principalmente nelle esportazioni.
Rincara la dose affermando che tali tagli ostacolerebbero il mantenimento delle strutture sociali di base, come ad esempio asili nido e centri per malati terminali nelle aree rurali.

La proposta del governo è stata ben accolta dai gruppi animalisti che da tempo denunciano lo stato in cui versano gli animali, sarebbero in condizioni molto precarie infatti.
Un tavolo di discussione è stato aperto tra i gruppi per i diritti degli animali e gli allevatori di volpi e visoni.

"Gli allevamenti sono presentati come il settore agricolo più redditizio ma ancora richiedono decine di milioni di corone di sussidi", ha dichiarato Live Kleveland, dalla Società norvegese per la protezione degli animali in un comunicato.
La maggior parte delle pellicce provenienti dalla Norvegia sono esportate. Ha aggiunto che il 68% della popolazione vuole sbarazzarsi degli allevamenti e non vogliono tasse da pagare per questo settore controverso.

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