giovedì 31 luglio 2014

Giamaica presenta la più grande installazione ibrida solare ed eolica del mondo

SolarMills e pannelli solari by Windstream Technologies
La società Windstream Technologies in collaborazione con lo studio legale Myers, Fletcher & Gordon sta costruendo la più grande installazione solare ed eolica ibrida al mondo. Situata a meno di un quarto di miglio dalla costa Kingston, in Giamaica.

Il mega impianto dovrebbe generare circa 106.000 kWh all'anno, con un ritorno sull'investimento in meno di quattro anni, facendo risparmiare all'azienda di circa $2 milioni di dollari in costi energetici nel corso della sua durata di 25 anni.
Il tetto dello studio legale ha spesso raffiche di vento fino a 96,5 km all'ora. Fortunatamente i “mulini solari” non solo producono energia in modo sicuro, ma proteggono la struttura contro le ondate, generate da condizioni estreme.

I SolarMills (mulini solari) sono una tecnologia che utilizza turbine eoliche ad asse verticale e pannelli solari "intelligenti". L'energia generata da ogni SolarMill può essere utilizzata sia fuori rete per la vendita di energia in eccesso con un sistema di storage o invertita per l'uso in ambienti di connessione alla propria rete. Occupando meno ingombro rispetto ai pannelli solari, ogni SolarMill fornisce la più alta densità di energia attualmente disponibile sul mercato delle rinnovabili. I SolarMills sono realizzati negli Stati Uniti, ma la Windstream Technologies ha anche uffici a Hyderabad, in India, e stringe accordi di distribuzione in Turchia, Ghana, Liberia, Nuova Zelanda e Tanzania.

L'impianto ibrido solare/eolico è anche parte di un progetto della Jamaica Public Service (JPS) da 5,7 MW pianificato per essere distribuito in tutta l'isola nel corso dei prossimi 18 mesi. La JPS mira a fornire un maggiore accesso all’energia rinnovabile per la Giamaica, dove il costo è più di tre volte rispetto alla media degli Stati Uniti.

Vediamo come la tecnologia nel settore delle rinnovabili sta migliorando e si diversifica esponenzialmente, il costo sta scendendo sempre più rispetto alle convenzionali energie fossili, e in tutto il mondo assistiamo a mega installazioni che nel breve termine generano lavori per le imprese e lavoratori locali e nel lungo termine ci assicurano un risparmio sull’impatto ambientale ed economico davvero vantaggiosi, può l’Italia prendere esempio da queste realtà e avviare una rivoluzione tecnologica, avendo le caratteristiche, ovvero, energia solare, eolica e geotermica abbondanti?

Moving Forward.

mercoledì 30 luglio 2014

Impresa australiana costruisce palazzo di 9 piani in 5 giorni

Progetto One9. Credit by Hickory Group
Si chiama One9 ed è la tecnologia che sta rivoluzionando il modo in cui costruiamo le nostre case.

Società di costruzioni australiana Hickory Group ha recentemente completato un palazzo di nove piani con appartamenti installati in soli cinque giorni. Costituito da 36 moduli prefabbricati, il progetto One9 include anche numerose caratteristiche eco-sostenibili, ad esempio un sistema di riciclo delle acque reflue e pannelli solari termici per l’acqua calda.

Il palazzo, secondo la filosofia della società non è, a differenza delle costruzioni prefabbricate convenzionali, composto da moduli fissi e standard. Il gruppo ha provveduto a minimizzare i materiali e lo spreco di energia. La Hickory ha adottato un sistema a telai di costruzione per risparmiare tempo chiamato Unitised Building System (UB), sviluppato dal famoso architetto australiano Nonda Katsalidis, in teoria con questo sistema si potrebbero costruire palazzi di 70 piani, ma al momento il palazzo di nove piani costruito è il massimo che la società ha potuto realizzare. Il design moderno consente di produrre elementi architettonici complessi, come terrazze a sbalzo.

domenica 27 luglio 2014

Azienda agricola tecnologica giapponese produce 10.000 cespi di lattuga al giorno


Stabilimento Mirai Co in Giappone, GE image
 Il dott. Shimamura e la General Electric Japan sviluppano tecnologie alimentari per risolvere carenze alimentari mondiali attraverso tecnologie innovative ed ecologiche.

La società giapponese Mirai Co. presieduta dal fisiologo Shigeharu Shimamura e la General Electric Japan, hanno convertito una ex fabbrica di semiconduttori della Sony Corporation nella più grande fattoria indoor del mondo. Le fattorie indoor (o al coperto) sono vere e proprie fattorie in cui si coltivano frutta e verdura senza l’ausilio di terreno e sole tramite tecnologia idroponica solitamente.

Lo stabilimento in Giappone pur avendo solo un anno spedisce 10.000 cespi di lattuga al giorno.
Dott. Shimamura, CEO Mirai Co
L'azienda si trova nella prefettura di Miyagi, in Giappone orientale, la zona che è stata duramente colpita dal potente terremoto e dallo tsunami nel 2011. È grande 2.300 m2 (quasi la metà di un campo di calcio) le cui piante sono illuminate artificialmente da 17.500 luci a LED, sviluppate su 18 scaffali e 15 livelli a castello, ecco la chiave del successo dell'azienda.
e la
I LED sono stati sviluppati per il progetto da parte di G.E. ed emettono luce a lunghezze d'onda ottimale per la crescita delle piante, permettendo Shimamura di controllare il ciclo notte e giorno e accelerare la produzione.
Controllando la temperatura, l'umidità e l'irrigazione, l'azienda utilizza solo l’1% dell'acqua rispetto ad una coltivazione convenzionale.

"Quello che dobbiamo fare non è solo creazione di cicli diurni e notturni. Vogliamo ottenere la miglior combinazione di fotosintesi durante il giorno e di respirazione di notte controllando l'illuminazione e l'ambiente", riferisce Shimamura.

Tale sistema fa crescere la lattuga ricca di sostanze nutritive due volte e mezzo più velocemente di una fattoria all'aperto. Gli sprechi sono calati dal 50% al 10% del raccolto. Questo significa un aumento di 100 volte della produttività per piede quadrato.
I LED inoltre durano più a lungo rispetto alle luci fluorescenti e consumano il 40% di energia in meno.
Il team di GE Japan è convinto che le aziende agricole indoor come quella nella prefettura di Miyagi potrebbero essere una soluzione per risolvere le carenze alimentari mondiali. I partner del progetto stanno già lavorando nelle aziende agricole a Hong Kong e a oriente della Russia.

sabato 26 luglio 2014

Creata nuova batteria economica, pulita, ricaricabile ed ecologica



Slide esplicativa del funzionamento della batteria a flusso redox 
Le batterie potrebbero risolvere i problemi energetici sulla gestione efficiente che hanno le rinnovabili, immagazzinando l'energia in eccesso.

Sri Narayan, prof. di chimica alla USC
Gli scienziati della University of Southern California (USC) guidati dal prof. di chimica Sri Narayan, hanno sviluppato una batteria a base di acqua, organica, duratura e costruita con componenti eco-compatibili a basso costo. La nuova batteria, finanziata dal programma ARPA-E Open-FOA, dalal USC e dall’Istituto di Ricerca Idrocarburi Loker, non utilizza materiali tossici è destinata ad essere utilizzata nelle centrali elettriche, dove può rendere la rete energetica più flessibile ed efficiente, ed essendo il progetto scalabile potrà quindi ”conservare” l’energia per l'uso.
“Le batterie durano circa 5.000 cicli di ricarica, ovvero circa 15 anni di vita, rispetto alle batterie agli ioni di litio, che si degradano dopo circa 1000 cicli e costano 10 volte di più." Riferisce Narayan.
"Tali batterie organiche saranno rivoluzionarie per l’accumulo dell'energia elettrica in termini di semplicità, costi, affidabilità e sostenibilità", ha detto Prakash Surya, prof. di chimica e direttore del USC Loker Hydrocarbon Research Institute.

Le batterie potrebbero risolvere i problemi energetici sulla gestione efficiente che hanno le rinnovabili, immagazzinando l'energia in eccesso.
I pannelli solari generano energia solo quando il sole splende o il vento quando soffia. nel caso dell’eolico. Tale inaffidabilità intrinseca oggi rende difficile per le aziende soddisfare la domanda dei clienti.
La nuova batteria è basata su una struttura a flusso redox, simili alle celle a combustibili, con due serbatoi di materiali elettroattivi disciolti in acqua. Le soluzioni vengono pompate in una cella contenente una membrana tra i due fluidi con elettrodi su entrambi i lati, rilasciando energia.
Le celle possono rilasciare questa energia velocemente o più lentamente, alterando la quantità di potenza. Il team ha depositato diversi brevetti per quanto il design della batteria, e successivi piani per costruire una versione in larga scala.

-Pubblicazione sul Journal of the Electrochemical Society del 20 giugno.

giovedì 24 luglio 2014

Nanoparticelle guidate magneticamente per distruggere cellule malate

Gli scienziati della Rice University e il Methodist Hospital Research Institute hanno riferito che nanoparticelle sperimentali impregnate di ossido di ferro possono migliorare le tecniche di risonanza magnetica e persino essere usate per trattare il tessuti malati.
Nei moderni trattamenti distruggiamo le cellule cancerogene con un approccio a fucile. Il corpo è bombardato con farmaci e radiazioni dannose per le cellule malate e sane. I ricercatori stanno sviluppando nuovi modi mirati per distruggere le cellule malate.
L'ossido di ferro permette ai ricercatori di muovere magneticamente le nanoparticelle verso posizioni desiderate e le trattengono. Quando l’osssido di ferro invece è incorporato nelle nanoparticelle più grandi ha un’efficacia come agente di contrasto 10 volte superiore rispetto ai tradizionali, con dosi minori.
Al di là di manipolazione e di imaging, tali particelle possono essere utilizzate terapeuticamente. Una volta in posizione, ad esempio, le nanoparticelle di ferro possono essere riscaldate per distruggere le cellule bersaglio.
Inoltre, ogni particella può trasportare farmaci nei pori situati in tutta la sua superficie. Una volta guidate verso aree specifiche, possono rilasciare nelle cellule malate farmaci dosati ad hoc per induzione, lasciando intatte le cellule sane, mentre distrugge il tessuto malato.
Cosa succede alle nanoparticelle dopo che hanno servito il loro scopo? Secondo i ricercatori, dovrebbero pienamente degradarsi e uscire dal corpo nel giro di pochi giorni.

-Ulteriori Notizie

Via Singularity Hub

mercoledì 23 luglio 2014

Stato tedesco alimentato al 100% dalle rinnovabili

Lubeck panorama.JPG
"Lubeck panorama" by Original uploader was Innomann at de.wikipedia
(Original text : Innomann) - Originally from de.wikipedia; description page is/was here. Transfer was stated to be made by User:ChristianBier.
(Original text : selbst fotografiert). Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons.

Lo stato tedesco si aggiunge all’elenco di luoghi virtuosi e vuole produrre il 300% di energia verde entro 15 anni.


La zona più ventosa della Germania, Schleswig-Holstein, probabilmente quest’anno si alimenterà al 100% dall’energia rinnovabile, in questo caso energia eolica. Cioè, la produzione di energia pulita sarà in grado di fornire tutto il suo consumo di energia elettrica. Ma il loro vero obiettivo è di generare il 300%.
Questa zona prevalentemente rurale è collegata alla rete, in modo che possa vendere l'elettricità in eccesso e consumare il proprio fabbisogno nei periodi in cui il vento non è disponibile.
La Vestas, società produttrice delle turbine ha sede proprio nel piccolo stato e ha circa 7.000 dipendenti. Un rapporto della German Wind Association ha fissato la capacità eolica fuori costa a circa 25.000 MW entro il 2030 e 4.000-6.000 MW a terra. L'energia eolica è una parte così significativa della cultura tedesca che hanno rilasciato un master di Ingegneria Eolica disponibile a chi fosse interessato.

Otto anni fa lo stato produceva circa il 30% della sua elettricità dall’energia eolica, c'è stato quindi un grande progresso. Arrivare al 100% di elettricità da fonti rinnovabili è una grande conquista, ma non sarebbe la prima volta in Germania. Infatti a Feldheim, un villaggio tedesco produce oltre il 300% della sua elettricità da fonti rinnovabili, soprattutto dall’eolica e biogas. Il villaggio è meta di migliaia di turisti che lo visitano per la sua tecnologia.

Ci sono oltre 190 siti di energia pulita in Germania, e sono cosi oggetto di flussi turistici che la tiratura di una guida sulle destinazioni “verdi” si esaurì alla prima stampa.

Fonte

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