giovedì 28 febbraio 2013

Open Source Philosophy - Sub ITA


Il fondatore di Open Source Ecology Dr. Marcin Jakubowski e il team OSE spiegano la la filosofia che sta dietro il loro lavoro.

opensourceecology.org
http://opensourceecology.it/

Traduzione - Daniel Iversen
http://www.zeitgeistitalia.org

Impianto pilota converte i rifiuti di frutta e verdura in gas naturale per auto


Traduzione di Giovanni Quarti, Irene Calabria e Vincenzo Barbato
Alcuni lettori forse ricorderanno il dispositivo Mr. Fusion in Ritorno al Futuro che Doc Brown riempiva con spazzatura, inclusa una buccia di banana e alcune birre, per alimentare la sua DeLorean, icona del viaggio nel tempo. Mentre siamo ancora lontani dall'alimentare le nostre auto con gli avanzi della tavola in modo così diretto, alcuni ricercatori di Fraunhofer hanno sviluppato un impianto sperimentale che tramite la fermentazione dei rifiuti di frutta e verdura di grandi magazzini, tavole calde e mense, produce metano, utile per alimentare automobili. Considerato l’aumento del costo del petrolio negli ultimi anni, molti hanno convertito le proprie auto ad alimentazione a gas. Ma, proprio come il petrolio, il gas naturale è una combustibile fossile con riserve limitate i cui prezzi sono altresì aumentati negli ultimi anni ed ed è molto probabile che continueranno a farlo. Le scoperte di Fraunhofer propongono una strada alternativa all’estrazione di gas dalle riserve nel sottosuolo, semplicemente utilizzando i rifiuti vegetali. L’impianto sperimentale è parte del progetto ETAMAX ed è stato costruito vicino al mercato ortofrutticolo di Stoccarda.

mercoledì 27 febbraio 2013

L’alba di una nuova termodinamica; microdispositivi che funzioneranno raccogliendo energia dall’ambiente

Dalla rivista “Le Scienze
Luca Gammaitoni, direttore del NiPS Lab di Perugia, progetta microdispositivi rivoluzionari che funzioneranno raccogliendo l’energia dall’ambiente
di Silvia Bencivelli

 
Laboratori del NiPs

Una nuova termodinamica per una nuova rivoluzione industriale. L’obiettivo delle ricerche del NiPS Laboratory dell’Università di Perugia è ambizioso. Come sono ambiziose le parole del suo direttore Luca Gammaitoni, che parla di fusione tra la fisica classica, quella dei Boltzmann e dei Kelvin, e l’ingegneria elettronica, quella di computer e telefonini. Perché la nuova termodinamica, spiega Gammaitoni, ci permetterà di costruire nuovi strumenti che oggi non immaginiamo nemmeno, come successo tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento quando sono state introdotte le macchine termiche che hanno cambiato la nostra vita. La differenza con la vecchia termodinamica è che la nuova dovrà spiegare che cosa succede a scale nanoscopiche, dove le leggi che abbiamo studiato a scuola non valgono più. Cioè dovrà occuparsi di microenergie.

 

Il vostro laboratorio propone di rivedere la termodinamica classica in scala molto piccola, perché?

La termodinamica classica funziona finché hai oggetti che contengono almeno una mole di atomi, cioè 10^23, quindi tanti. 0 almeno: tanti rispetto a quelli dei mattoni con cui oggi costruiamo i computer, che sono piccolissimi, di poche decine di nanometri. Se vogliamo aumentarne l’efficienza dobbiamo prima di tutto capire quali leggi governino l’energia a quelle scale. E poi trovare il modo di evitarne la dissipazione sotto forma di calore, che è il fenomeno per cui il computer si scalda quando è acceso.

L’idea è che queste ricerche di base siano il punto dì partenza per la creazione di nuovi tipi di transistor che permettano sì il risparmio energetico (e non si tratta di una cosa di poco conto se si considera che oggi usiamo il 2-3 per cento di tutta l’energia del pianeta per far andare computer e telefonini, e nel 2020 si arriverà al 5 per cento), ma soprattutto permettano di costruire oggetti nuovi, come biosensori, microrobot e altri dispositivi che non hanno bisogno di batterie per funzionare ma che funzionano raccogliendo l’energia dell’ambiente in cui si trovano. Per questo parliamo di una nuova rivoluzione industriale. Del resto, anche quando fu inventato il transistor, negli anni quaranta, nessuno poteva immaginare che nel giro di pochi anni sarebbe esplosa l’industria dei semiconduttori e sarebbero state prodotte radioline portatili.

 

Perché parliamo proprio di computer e macchine per la gestione e lo scambio di informazioni?


Perché cominciamo da lì. Dalle macchine di oggi, che elaborano l’informazione. La nostra proposta è considerare anche l’informazione come input per una macchina termica. Mi spiego: la ricaduta principale della termodinamica classica è stata nel capire come convenire il calore in lavoro per far andare le macchine. Per la prima volta nella nostra storia l’energia diventava importante. Tutte le nostre macchine derivano da quella rivoluzione. Oggi noi proponiamo di guardare a un computer come a una speciale macchina termica che trasforma sia l’informazione che l’energia: noi le forniamo energia elettrica, cioè energia in una forma ordinata, e lei restituisce calore, cioè energia disordinata. Con l’informazione succede il contrario: noi inseriamo nel computer dati disordinati, cioè tanta informazione, e ne escono dati ordinati, cioè poca informazione.

Energia e informazione sono connesse, e la dissipazione deila prima in calore, come hanno insegnato Rolf Landauer e Charles Bennet negli anni sessanta, è il prezzo per aver riordinato, quindi ridotto, la seconda.

Il problema attuale è come migliorare l’efficienza di questa speciale macchina termica, e per riuscire occorre una nuova visione dei processi di trasformazione dell’energia alle nanoscale, cioè una nuova termodinamica. E ci vuole in fretta, perché nel giro di una decina d’anni esauriremo il modo di produrre computer sempre più veloci, come dice la legge di Moore per cui le prestazioni dei nostri processori raddoppiano ogni 18 mesi.

Finora la tecnologia dominante ha funzionato, ma stiamo raggiungendo i limiti. Quindi il futuro della cosiddetta information and communication technology è concretamente legato alla scoperta di sistemi che da un lato evitino di dissipare energia e dall’altro la trasformino in maniera efficiente per fornirla a dispositivi piccolissimi. In teoria, l’obiettivo è progettare microcomputer che non consumino niente.

 

E in pratica a che punto siamo?


Oggi nel nostro laboratorio stiamo seguendo proprio quei due indirizzi. Da un lato progettiamo, costruiamo e testiamo microgeneratori di energia, come oscillatori piezoelettrici, membrane nanoscopiche e così via. Per capirsi: sono oggetti che producono energia in un certo senso riciclando quella ambientale. Sono molto sensibili alle vibrazioni, per cui appoggiati su una superficie qualsiasi raccolgono l’energia dovuta ai micromovimenti o al rumore (che è energia meccanica) e la accumulano e la convertono in energia elettrica spendibile per alimentare piccoli dispositivi elettronici. Microgeneratori di questo tipo ci consentiranno di rinunciare alle batterie, che sono ingombranti, costose, scomode, inquinanti.

Dall’altro lato stiamo studiando nuovi tipi di dispositivi con cui sostituire i transistor nella costruzione dei nostri computer, che permettano di non dissipare energia, o di dissiparne meno.

 

Da dove vengono i fondi per queste ricerche?


Il grosso dei nostri finanziamenti viene dall’estero. Innanzitutto dall’Europa, nell’ambito di tre progetti che coinvolgono una ventina di laboratori, di cui noi, qui a Perugia, siamo i coordinatori. Attualmente in questo settore, che è in piena espansione, noi siamo leader: stiamo assumendo nuovi ricercatori e progettiamo di costituire un centro di ricerca internazionale su queste tematiche, qui all’Università di Perugia. Poi ci sono un finanziamento statunitense dell’Office of Naval Research e alcuni fondi italiani: un progetto PR1N, un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il supporto dell’Istituto nazionale di fisica nucleare.

Va detto che negli Stati Uniti c’è un investimento molto forte sia pubblico sia privato in questo settore, soprattutto su quello che per noi è il secondo braccio della ricerca: l’invenzione di nuovi dispositivi con cui sostituire i vecchi transistor. 11 motivo è semplice da capire: si tratta dell’industria dei semiconduttori, che è fondamentale per l’economia statunitense.

Fonte: Le Scienze e Politecnico di Torino

martedì 26 febbraio 2013

Culture in Decline | Episodio #2 (Doppiato in italiano) - 'Introduzione all'economia'


Culture In Decline | Episodio #2 "Introduzione all'economia"
di Peter Joseph
http://www.zeitgeistitalia.org | http://www.cultureindecline.com | http://www.thezeitgeistmovement.com

Secondo episodio della serie "Culture in decline" dedicato all'economia moderna.

Versione italiana realizzata dal Movimento Zeitgeist Italia.
Traduzione: Nino Aloi
Adattamento e Direzione del doppiaggio: Ezio Coriglione
Con le voci di: Sergio Sghedoni, Ivan Anoè, Emanuele De Matteis, Francesco Gobbi.
La traduzione e il doppiaggio sono stati realizzati a titolo completamente gratuito.

Copyright ©2012 Gentle Machine Productions LLC

sabato 23 febbraio 2013

La doppia elica sintetica conserva fedelmente i sonetti di Shakespeare

Fonte

Traduzione di Enzo Truppa, Andrea Taeggi e Vincenzo Barbato
File di grandi dimensioni vengono conservati in forma molecolare, con una codifica “priva di errori”
Un team di scienziati ha riprodotto una breve antologia di poesia codificando i 154 sonetti di Shakespeare memorizzati in forma di DNA. I ricercatori riferiscono che il loro metodo si potrebbe facilmente sviluppare in modo da riuscire a immagazzinare tutti i dati del mondo.
Oltre ai sonetti, il team ha codificato una clip audio del famoso discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King, una copia del famoso studio di James Watson e Francis Crick sulla struttura del DNA, una foto dell’istituto di ricerca e un file che descrive il modo in cui sono stati convertiti i dati.

venerdì 22 febbraio 2013

Podcast Zeitgeist Italia: 17 febbraio 2013


Scarica il podcast: http://goo.gl/g15H9
Abbonati gratuitamente per seguire i podcast: http://goo.gl/JgzKl
Playlist su Youtube: http://goo.gl/m4MYw
Benvenuti al 69esimo podcast del Movimento Zeitgeist Italia di domenica 17 febbraio 2013

sabato 16 febbraio 2013

TZM Italia | Prof. Paolo Valerio: La cultura dell'inclusione e la valorizzazione delle differenze


La Cultura dell'inclusione e la valorizzazione delle differenze.
Conferenza contro il bullismo omofobico, per una cultura dell'inclusione.

Evento organizzato dal movimento ZEITGEIST
gruppo cittadino di Napoli venerdì 25 gennaio 2013 dalle 16:00 alle 18:30
presso la Biblioteca, Antonio Labriola
Piazza Pacichelli N°10 -- S.Giovanni a Teduccio (NA)

Relatore:
Prof. Paolo Valerio
Professore ordinario di Psicologia Clinica,
Università degli studi Federico II°
Presidente dell'Osservatorio Nazionale Identità di Genere.
Direttore del centro SInAPSi

Con il contributo di:
Claudio Cappotto
Assegnista di ricerca in psicologia clinica - Università Federico II

Nel 2014 la prima casa stampata 3D

 
Traduzione a cura di Daniel Iversen
L’architetto olandese Janjaap Ruijssenaars dall’Universe Architecture ad Amsterdam ha progettato un edificio di un unico pezzo che verrà costruito con una stampante 3D e spera che il “Landscape House”, come l’ha chiamato, potrà essere stampato entro l’anno 2014.
Una superficie ripiegata in un band möbius senza fine. I pavimenti si trasformano in soffitti, all’interno e all’esterno. La produzione sarà affidata a innovative tecniche di stampa 3D. Architettura di continuità con una serie infinita di applicabilità.
Ruijssenaars collabora allo sviluppo di questo progetto con il matematico e l’artista Rinus Roelofs, usando la tecnologia della stampa 3D. L’idea è quella di stampare l’edificio in pezzi e poi metterli insieme per formarne uno unico. Ci vorrà un anno e mezzo per completare il progetto.

giovedì 14 febbraio 2013

Concentrarsi sul miglioramento di se stessi, piuttosto che sulla vittoria

Fonte
Traduzione di Andrea Taeggil, Daniel Iversen e Vincenzo Barbato

I giovani atleti provenienti da aree urbane carenti mostrano più abilità nel gestire la loro vita e nello sviluppo del loro carattere, se i loro allenatori mettono in risalto l’importanza di creare un clima umanitario, invece di concentrarsi sulla competitività, stando ad una ricerca del Michigan State University's Institute for the Study of Youth Sports.
Giocare in un’atmosfera che si concentra sul miglioramento dell’atleta, invece che sulla sua competitività crea un clima di lavoro di squadra e sviluppa iniziativa, abilità sociali e senso dell'identità, riferiscono gli autori dello studio del Department of Kinesiology institute.
Lo studio, condotto da Daniel Gould e Larry Lauer, è stato di recente pubblicato sulla rivista Psychology of Sport and Exercise. Anche Ryan Flett, ex dottorando all’MSU, ora alla West Virginia University, ha preso parte alla ricerca.

La Cina sta pianificando la Terza Rivoluzione Industriale di Rifkin?

Fonte
Daniel Iversen, Vincenzo Barbato e Andrea Taeggi
Il "London Times" ha annunciato che membri della commissione esecutiva e alti funzionari del partito stanno leggendo e discutendo attivamente il libro di Jeremy Rifkin "La Terza Rivoluzione Industriale" (best-seller del New York Times), il tutto alla vigilia del congresso nazionale del Partito Comunista che è tenuto l'8 novembre 2012 e che inaugurerà la nuova leadership in Cina.

martedì 12 febbraio 2013

Summit "Firenze 10+10": 6. Jacopo Armistani - Open Source Ecology


Sesto intervento di Jacopo Armistani, fondatore di Open Source Ecology Italia, al Summit "Firenze 10+10" del 10 Novembre 2012.

Licenza Creative Commons BY-NC-SA 3.0 Unported.
Soundtrack in CC: Epic Soul Factory - The Gift of the Gods

lunedì 11 febbraio 2013

La fine della crescita

Fonte
Traduzione di Andrea Taeggi e Vincenzo Barbato

Per gran parte della storia dell’umanità, il reddito medio globale è ammontato a circa 1$ e 2$ al giorno e la crescita del reddito è stata superiore allo zero solo in maniera marginale, mediamente attorno allo 0.033% annuali, dall’anno 0 al 1868 e probabilmente anche meno durante i millenni precedenti. Tra il 1868 e il 1968, tuttavia, la crescita del reddito reale pro capite incrementò improvvisamente di quaranta volte toccando l’1.43% l’anno e nel periodo in cui io nacqui la media del reddito pro capite nel mondo aveva raggiunto circa 10 $ al giorno. Nel corso della mia vita, la crescita del reddito è stata mediamente di 1.96 %, il che implica che la media pro capite del PIL nel mondo sia ora superiore ai 20 $ giornalieri. Il tasso di crescita ha continuato ad incrementare costantemente, raggiungendo una media di circa 2.94% all’anno, nella prima decade di questo secolo. Un tale tasso di crescita non ha precedenti nella storia della nostra specie.

La domanda cruciale è: la crescita continuerà a questa velocità e forse addirittura accelererà? Oppure l’intensificarsi della crescita negli ultimi 150 anni è solo un’anomalia che sta volgendo al termine?

sabato 9 febbraio 2013

Siamo ciò che viviamo

Fonte
Traduzione di Daniela Chiusolo, Daniel Iversen e Vincenzo Barbato

Secondo quanto afferma uno studio realizzato dai ricercatori della Commonwealth University in Virginia (VCU), le esperienze della nostra vita - gli alti e bassi e tutto il resto nel mezzo - ci formano, restano dentro di noi e influenzano il nostro punto di vista emozionale nella vita adulta.
Questo studio dimostra che, oltre al patrimonio genetico, anche le esperienze che viviamo influenzano in maniera significativa i nostri livelli di ansia e depressione.

“In un’epoca in cui si riserva grande attenzione alla genetica per l’una o l’altra caratteristica della personalità, è importante ricordare che anche le esperienze che derivano dall’ambiente contribuiscono a renderci le persone che siamo” afferma il responsabile della ricerca, Dott. Kenneth Kendler , Direttore dell’Istituto di Genetica Psichiatrica e Comportamentale dell’Università della Virginia.

giovedì 7 febbraio 2013

Israele ama l’Iran


Sito ufficiale

Finalmente doppiato in italiano il TED che mostra questo progetto meraviglioso.
Con comprensione, empatia e la connessione della rete Internet, si riesce forse veramente a cambiare il mondo.

I soldi non sono sempre un valido incentivo per lavorare


di Tiziana Ronchietto
L’uomo è un massimizzatore di ideali, non di profitto!
Al contrario di quello che comunemente si pensa, il denaro non crea un valido meccanismo motivazionale.
Una ricerca di anni svela la sorprendente verità su cosa realmente ci motiva e smentisce clamorosamente il luogo comune che vede l’uomo facilmente manipolabile, prevedibile e portato a produrre risultati direttamente proporzionali al compenso.

mercoledì 6 febbraio 2013

Intervista a Federico Pistono su TZM Interviews



Traduzione di Daniel Iversen, revisione di Claudio Galbiati
Le “TZM Interviews” sono una nuova forma di dialogo che porta persone proattive, visionarie e stimolanti all’interno del discorso su come il metodo scientifico mirato alle problematiche sociali si applichi alla sostenibilità globale e su come effettivamente cambiare il mondo. Questo mese abbiamo come ospite Federico Pistono, ex coordinatore della sezione italiana del Movimento Zeitgeist, autore, blogger, attivista e altro..
TZM: Ieri stavo proprio pensando alla disoccupazione tecnologica. Cinque anni fa, quando il TZM ha iniziato la propria attività, era molto difficile riscontrare un qualsiasi riferimento a questo problema nel mondo reale; molti potevano dire di non averne mai sentito parlare e in effetti sarebbe potuta sembrare un’idea senza senso. Oggi però abbiamo delle menti brillanti che discutono di questo argomento. Recentemente hai condiviso un video dove Peter Diamandis fa un commento su questo tema. Anche Wired ha scritto un LUNGO articolo subito dopo che hai pubblicato “Robots will Steal Your Job, But That’s OK”. Io penso di poter dire che le cose siano cambiate e che abbiamo introdotto con successo il concetto di disoccupazione tecnologica dentro allo zeitgeist. Forse non siamo ancora a quel punto per quanto riguarda l’obsolescenza programmata o l’economia di stato stazionario, tuttavia penso che questa sia comunque una grande pietra miliare, forse la più importante dopo Occupy Wall Street. Che cose ne pensi? Stiamo mirando al mainstream oppure ci dovremmo preoccupare di organizzare quelli che già sono a favore del Modello di Economia Basato sulle Risorse?

martedì 5 febbraio 2013

Oscar Farinetti: la tecnologia ci sta rubando il lavoro, bisogna ridisegnare la società

di Vincenzo Barbato Nella puntata del programma di Fabio Fazio "Che Tempo Che Fa" andata in onda il 3 febbraio 2013, l'ospite Oscar Farinetti, fondatore della catena Eataly ed ex proprietario della catena di grande distribuzione UniEuro, si sofferma su contraddizioni molto evidenti del nostro sistema economico, che da un lato lo aiutano a sopravvivere, dall'altro però distrugge l'ambiente e la salute umana.

Lo spreco e il rifiuto sono positivi per questa economia

Nel mondo si gettano nella spazzatura circa 1,3 Tonnellate di cibo ogni anno secondo la F.A.O., questo va a discapito di chi non riesce ad ottenere il giusto apporto nutritivo per sopravvivere, in altre parole bambini, uomini, donne e anziani muoiono perché non riescono a mangiare, nonostante la stessa F.A.O. negli anni '90 disse che con le tecnologie di allora avremmo avuto la possibilità di sfamare almeno 7 miliardi di persone, senza contare sulle nuove tecnologie, come l'agricoltura idroponica, acquaponica e aeroponica. Pensiamo alle regioni del terzo mondo. Questo modo di agire dà lavoro a società e operai di tutto il mondo per lo smaltimento dei rifiuti in discarica o riciclando (invece di conservare), rinvigorendo il circolo Salario-Lavoro-Consumo. Ergo per continuare a guadagnare dobbiamo continuamente sprecare e consumare, sprecare e consumare e sprecare e consumare all'infinito, in un pianeta con risorse limitate e finite. Secondo l'ultimo rapporto del "Living Planet Report" del WWF si è giunti alla conclusione che la presenza umana sta distruggendo: risorse idriche, biodiversità e terreni arabili per via del continuo sovra sfruttamento, inoltre per vivere in queste condizioni l'umanità ha bisogno di risorse terrestri che ammontano a circa 1,5 Pianeti Terra, cosa che logicamente non è possibile.

Il peggio deve ancora venire 

Il Movimento Zeitgeist è dal lontano 2008, precisamente dall'uscita in rete del film Zeitgeist: Addendum che parla di spirale senza fine del debito e del collasso dell'economia di mercato, quindi ci fa piacere che anche imprenditori del calibro di Farinetti confermino ciò che movimenti analoghi al nostro e articoli di riviste scientifiche divulgano da anni, l'onestà nell'ammettere ciò da onore a chi preferisca non illudere gli italiani che sperano nel prossimo boom economico, al contrario delle istituzioni politiche.

Podcast Zeitgeist Italia: 3 febbraio 2013


Scarica il podcast: http://goo.gl/P7RhB
Abbonati gratuitamente per seguire i podcast: http://goo.gl/JgzKl
Playlist su Youtube: http://goo.gl/m4MYw

Benvenuti al 68esimo podcast del Movimento Zeitgeist Italia di domenica 3 febbraio 2013

News


Che cos’è la disoccupazione tecnologica e perché abbiamo bisogno di cambiare il nostro sistema economico

Traduzione a cura di Daniel Iversen, revisione di Davide Gaulli
535519_328273857292548_1779388472_nCome ha sdegnosamente sottolineato John Maynard Keynes: “Siamo stati colpiti da una nuova malattia di cui forse alcuni lettori non conoscono ancora il nome, ma ne sentiranno parlare molto negli anni a venire: la Disoccupazione Tecnologica.”

Ciò significa “disoccupazione determinata dalla nostra scoperta di mezzi di diminuzione dei costi di produzione attraverso la riduzione dell’impiego della manodopera, surclassando il ritmo con cui siamo in grado di trovare nuove occupazioni”. Mentre i politici, gli uomini d’affari e gli imprenditori litigano su quali siano i motivi per la crescita della disoccupazione in tutto il mondo, come per esempio la delocalizzazione delle aziende all’estero oppure la manodopera degli immigrati, la vera causa, che non viene affrontata nel dibattito politico, è la disoccupazione tecnologica. Dal momento che il capitalismo di mercato si basa sulla logica di ridurre le entrate per aumentare i profitti, la tendenza a sostituire il lavoro umano, per quanto sia possibile con l’automazione delle macchine, è una progressione naturale dell’industria.

Anche l’economista Jeremy Rifkin, nel suo libro “La Fine del Lavoro”, sottolinea lo stesso punto.

lunedì 4 febbraio 2013

Vuoi ridurre il pregiudizio? Prova la delicatezza

Fonte
Traduzione di Daniel Iversen, Andrea Taeggi e Vincenzo Barbato

Una squadra guidata dal ricercatore UA, Jeff Stone, ha cercato di espandere ciò che si sa nelle strategie di riduzione del pregiudizio, scoprendo che una chiave da usare di fronte a un individuo con dei pregiudizi è quella di fargli delle domande retoriche e riflessive (self-affirming questions)
Provate questo: la prossima volta che siete messi a confronto con un individuo con dei pregiudizi (con dei bias) e sentite il bisogno di colpirlo, provate a scegliere un approccio più acuto.
Il ricercatore Jeff Stone, della University of Arizona, ha guidato un team per studiare gli individui che hanno pregiudizi nei confronti degli arabo-americani.
Il gruppo ha riscontrato che persone con forti pregiudizi sono più soggette a cogliere le ingiustizie, provare empatia e senso di colpa, se però prima venivano loro rivolte domande che implicavano una conferma di se stessi, invece di scegliere una strada che implicava avere una conversazione più diretta sul tema dei pregiudizi.

sabato 2 febbraio 2013

ZDay 2012 Vancouver | Federico Pistono: i robot ti ruberanno il lavoro (Sub Ita)


Federico Pistono, fondatore ed ex coordinatore del Movimento Zeitgeist Italia, parla di automazione e disoccupazione tecnologica.

http://www.federicopistono.org
http://www.zeitgeistitalia.org
http://www.thezeitgeistmovement.com

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