giovedì 31 gennaio 2013

Non siamo il 99%, ma il 100%

Fonte 
Traduzione di Andrea Taeggi, Daniel Iversen e Vincenzo Barbato

È diventata un’opinione corrente che siamo noi, il 99%, contro di loro, l’1% e nonostante all’apparenza sembrerebbe proprio sia così, se ci sforziamo ad osservare la situazione più da vicino, diventa evidente che non lo è.
Ora, è chiaro che c'è un accordo del sistema bancario internazionale atto a controllare il nostro sistema politico, grandi società su scala globale che corrompono l’arena politica manovrando i nostri cosiddetti rappresentanti eletti, trattandoci come poco più che bestiame con lavori insoddisfacenti e poco remunerativi, vendendoci spazzatura creata per rompersi nel breve termine, con poco o nessun interesse per noi o per il nostro ambiente. Il cosiddetto 1% ha come unico scopo il profitto, il potere e il controllo. Non ho niente da ridire al riguardo.
Ciononostante, vorrei suggerire che coloro etichettati come l’1% sono in realtà parte del 100% e manifestano comportamenti che il nostro modello sociale ha rinforzato in maniera molto efficace e ricompensato lungo tutta la loro vita.
Se si picchia un cane, l’ambiente violento insegna al cane a compiere per primo abusi e noi esseri umani non siamo diversi, pensateci. Siamo stati cresciuti ed educati a competere tra di noi, a prendere i voti migliori a scuola, così da essere premiati con borse di studio e lavori ben pagati. Colui che riesce meglio a rigurgitare quelle schifezze anestetizza-menti che ci vengono insegnate durante la nostra adolescenza prende i voti più alti, prende una borsa di studio per entrare nelle scuole più prestigiose e finisce per avere lavori altamente remunerati. Non che ci siano poi così tanti lavori disponibili, a prescindere da quelli meglio pagati, al giorno d’oggi. 

mercoledì 30 gennaio 2013

Industrie petrolifere pagano esperti di comunicazione per screditare surriscaldamento climatico

Oggi con Internet abbiamo accesso a una mole di informazioni tale che è difficile rendercene conto e a dire il vero non siamo nemmeno preparati a gestire tutti questi dati. Dagli albori dell'umanità non ci siamo mai affacciati a tutta questa conoscenza, disponibile a tutti, relativamente gratis. Un bambino povero di uno slum indiano collegato via wi-fi con il suo tablet da 20€ ha oggi la possibilità di accedere a più informazioni di quanto poteva fare il presidente Kennedy con tutto il suo potere cinquant'anni fa.
Il problema è che pochi di noi sono realmente preparati a filtrare le notizie vere da quelle fuorvianti o addirittura false. Semplicemente non ci è mai stato insegnato a gestire tutte queste notizie. Qui sorge il problema della grande disinformazione che c'è per esempio sulla questione del cambiamento climatico. Troppe notizie, spesso che dicono cose contrastanti.
In questo ottimo articolo tradotto dalla rivista "internazionale", originariamente pubblicato sul giornale tedesco "Zeit", viene smascherato un grande e reticolato meccanismo di disinformazione su quest'argomento, finanziato dalle aziende petrolifere e perpetuato dai maestri di comunicazione e di pressione sull'opinione pubblica.

Per fortuna in nostro soccorso c'è il metodo scientifico e la possibilità, con criterio e razionalità, di arrivare alla verità e farsi un'idea più chiara sulle questioni più controverse.

Qui trovate una guida su come scoprire se una dichiarazione sia effettivamente vera o falsa.
Qui trovate un video tutorial su come smascherare le bufale.

Studio mostra che le coppie materialistiche hanno più soldi ma anche più problemi

Fonte
Traduzione di Daniel Iversen e Vincenzo Barbato.

Nuove ricerche hanno confermato l’ipotesi del testo dei Beatles e scoprendo che “il genere di cose che i soldi non possono proprio comprare” sono un matrimonio felice e stabile”.
Gli studenti della Brigham Young University hanno studiato 1734 coppie sposate del paese. Ogni coppia doveva completare un valutazione del proprio rapporto e c’era una parte in cui chiedeva quanto valore loro davano nel possedere “soldi e un mucchio di roba”.
L’analisi statistica fatta dai ricercatori ha mostrato che le coppie che hanno dichiarato che i soldi non sono importanti avevano una stabilità matrimoniale migliore del 10-15%, oltre ad altre misure della qualità del rapporto rispetto a coppie dove uno o entrambi erano materialisti.

martedì 29 gennaio 2013

18 cose da fare subito per diventare una persona positiva e amorevole

Fonte
Traduzione di Daniel Iversen
Per la maggior parte del tempo viviamo rinnegando la nostra negatività intrinseca, spesso domandandoci come mai il mondo sia così mediocre e sconsiderato.
Forse è vero che a differenza dei cani non siamo nati come eterni ottimisti, ma la positività è qualcosa che può essere assorbita, anche se con un pò di sforzo, come ad esempio cercando di modificare il nostro senso dell'umorismo, il nostro modo di reagire ad una determinata situazione, cercando di essere più piacevoli e tenendo conto che anche gli altri ragionano con il loro cervello, e sorridendo ogni volta che qualcuno ti dice "grazie". Mentre la positività è uno stato mentale, la risposta sta nella nostra prospettiva. Qua trovate 18 cose che potete iniziare a fare ora per diventare una persona più amorevole e positiva.

Il futuro è Peer-to-Peer

Fonte
 Traduzione di Daniel Iversen e Vincenzo Barbato
Volevo cogliere l’opportunità per introdurvi al fantastico mondo della Peer to Peer Foundation. Questa filosofia, se scegliamo di abbracciarla, può responsabilizzarci ad iniziare una transizione.
Quando sentite le parole “peer to peer” la prima cosa che viene in mente sono i download illegali, ma questo è come pensare ai ladri di auto ogni qual volta si parli di automobili. Peer to Peer è un fenomeno, una filosofia, un universo emergente di possibilità. Ha la potenzialità di attuare il cambiamento di cui abbiamo tanto bisogno e hanno necessità di abbracciarla tutti i movimenti per un cambiamento sociale.

mercoledì 23 gennaio 2013

Podcast Zeitgeist Italia: 20 gennaio 2013

Scarica il podcast: http://goo.gl/fKxBW
Abbonati gratuitamente per seguire i podcast: http://goo.gl/JgzKl
Playlist su Youtube: http://goo.gl/m4MYw

Benvenuti al 67esimo podcast del Movimento Zeitgeist Italia di domenica 20 gennaio 2013
SOMMARIO:
News Italia
-Terza apparizione del Movimento Zeitgeist su Rai News 24:: http://goo.gl/i1apH
-Progetto "Zeitgeist fuori dalla rete" - 20/01/2013: http://goo.gl/PVsj9
-Summit "Firenze 10+10": 5. Daniele Poddighe - Le stampanti 3d: http://goo.gl/W3ENf
-Summit "Firenze 10+10": 4. Davide Gaulli - Open source e Creative Commons: http://goo.gl/OBjxC
-Culture in Decline | Episodio #2 "Economia 101" - Sub Ita: http://goo.gl/22S7n
News Internazionali

lunedì 21 gennaio 2013

Ciclo di 4 conferenze a Napoli dal 25 gennaio 2013

 Evento facebook
Dove:  Biblioteca Labriola in Piazza Pacichelli, 10 a S.Giovanni a Teduccio

Quando: Dalle 16:00 alle 18:30

Interventi in ordine di apparizione
25/01/2013 - Prof Paolo Valerio: la cultura dell’inclusione e della valorizzazione delle differenze.
01/02/2013 - Vincenzo Barbato: la filosofia Open source e i cambiamenti generati dalla rete al reale.
08/02/2013 - Emanuela Ziccardi: Net generation ed Internet for Peace.
15/02/2013 - Maximiliano Gambardella: le banche del tempo e i gruppi di acquisto solidale.

Lanciato il primo atlante mondiale sulle energie rinnovabili in open access.

Traduzione di Vincenzo Barbato
L'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) ha lanciato il primo atlante al mondo sulle energie pulite, che offrirà un accesso aperto alle informazioni sul potenziale delle energie rinnovabili nei vari paesi della Terra, tramite dati e mappe donati dai principali istituti tecnici e privati di tutto il mondo, attualmente dispone di grafici su risorse solari ed eoliche, ma si espanderanno verso altre forme di energie rinnovabili tra il 2013 e il 2014". 
L'atlante è disponibile su www.irena.org/GlobalAtlas/  
Questo, servirà per aiutare anche le aziende in cerca di nuovi mercati in cui investire.
"Nel prossimo decennio, ci aspettiamo un enorme aumento degli investimenti nel settore delle energie rinnovabili.  Il Global Atlas ci aiuterà a prendere le decisioni giuste", ha dichiarato Martin Lidegaard, ministro del clima danese e dell'energia, che ha presieduto all'evento. 

venerdì 18 gennaio 2013

Il Robot Ristorante di Harbin

Harbin è uno dei luoghi più unici della Cina. Anche se è nota per il suo ice festival annuale, la città ha molte altre meraviglie come numerose tigri nel suo parco siberiano e un treno che può viaggiare a più di 300 km/h con temperature fino a -40 gradi Celsius. Ma Harbin è una città che non riposa sugli allori.

Il Ristorante Robot aperto a Harbin a giugno ha proiettato l'industia alimentare cinese in un'ambiente meccanizzato all'avanguardia. Lo staff del

Robot Restaurant ha personale composto da 20 robot tra cuochi, camerieri e garzoni
Si ha in progetto di espanderlo includendo 18 tipi diversi di robot di servizio.

All'arrivo Robot Usher accoglie i clienti al ristorante e li dirige verso i posti a sedere. I clienti possono quindi ordinare, l'ordine viene trasmesso da esseri umani ad uno dei quattro chef robot che sono in grado di cucinare diversi piatti a base di ravioli e tagliatelle. Gli chef robot rilevano temperatura e ingredienti per ogni piatto e di solito la preparazione di un
ordine medio dura circa 3 minuti
Nessuno di questi cuochi robot è svogliato. Il personale della cucina è in grado di preparare oltre 30 pietanze, perfetto per una cena in famiglia.

Un robot cameriere porta il cibo ai clienti, seguendo una traccia che utilizza sensori
spaziali posti sotto il pavimento. Inoltre, ogni robot è dotato di propri sensori, che li aiutano a non ostacolare i bambini.

E come se non bastasse anche in Germania, precisamente a Norimberga c'è una realtà analoga, si tratta del ristorante 's Baggers, dove clienti ordinano e pagano tramite un diplay touchscreen presente su ogni tavolo, nella cucina vengono preparate le pietanze (da umani) e vengono messe su rotaie che trasportano in modo spettacolare i piatti fino al tavolo dei clienti, 0 camerieri e 0 cassieri, solo un paio di cuochi e il ristorante va avanti in modo efficiente, ecco qui il video dimostrativo.

giovedì 17 gennaio 2013

Compositi conduttori di calore in plastica per desalinizzazione dell'acqua di mare

Traduzione di Vincenzo Barbato
Nel nostro pianeta c’è una gran quantità di acqua di mare, l’acqua potabile è un bene sempre più scarso, un fatto non più limitato alle regioni desertiche del mondo.
Durante i caldi mesi estivi, l'acqua potabile è rara nei paesi del Mediterraneo come Spagna e Portogallo. Per ovviare il problema sono stati inventati gli impianti di desalinizzazione, questi sono in grado di convertire l'acqua di mare in potabile.
Il processo di dissalazione comincia spruzzando acqua di mare su tubi riscaldati mediante pompaggio di gas caldo o acqua calda. L’acqua allo stato puro evapora lasciando una poltiglia salata.
Per una corretta evaporazione le tubature devono essere facilmente rivestite con acqua di mare. Il processo necessita di materiali che devono avere determinate qualità.

Un dispositivo da scrivania per trasformare la vostra vecchia plastica in materiale per la stampa 3-D


Traduzione a cura di Denis Gobbi

A mano a mano che la stampa 3-D si diffonde sempre più, cominciamo a sentire sempre più il bisogno di nuovo materiale per alimentarla e creare i nostri giocattoli e gadget. Che ne dite del contenuto del vostro bidone della plastica?
Non è troppo lontano un futuro nel quale tutti useremo stampanti 3-D per stampare nuovi organi, ossa, cibo e così via, dovremmo guardarci alle spalle e ringraziare Tyler McNaney, principale al secondo anno di ingegneria meccanica al Vermont Technical College che ha ideato il “Filabot”: un sistema di estrusione di plastica 3-D, che utilizza plastica riciclabile per ricavarne bobine da poter utilizzare nelle stampanti 3-D.

mercoledì 16 gennaio 2013

Terza apparizione del Movimento Zeitgeist su Rai News 24


Per la terza volta la rubrica Scenari su Rai News 24 condotta da Roberto Reale menziona il movimento Zeitgeist nella puntata Soldi in tasca, la questione sollevata del servizioè la seguente:
Può sopravvivere una società dei consumi senza consumi? I dati del 2012 ci dicono che in Italia c’è stato un brusco calo delle vendite che ha investito l’auto, la casa, ma pure il settore tecnologico. Meglio sono andate le vendite online ma la vera questione è oggi quella di interrogarsi se un modello economico basato su acquisti di massa possa sopravvivere in tempi di crisi, quando la maggioranza della gente ha pochi soldi in tasca.
A metà servizio viene citato il film Zeitgeist: Moving Forward e la serie TV Interreflection di Peter Joseph.
Il conduttore spiega come il movimento intende agire affinché questa economia non abbia più al centro la finanza globale, ripartendo dalle basi culturali necessarie per realizzare un modello economico alternativo, criticando anche la scarsa vivacità del portale internazionale, del tutto ingiustificata, infatti basta guardare i post e i numerosi eventi realizzati per capire l'infondatezza di tale affermazione, senza considerare che in Italia esiste un capitolo attivo in rete e per strada, ringraziamo nuovamente Roberto Reale per il lavoro svolto e confidiamo in un prossimo intervento in cui siano riportati anche dati nostrani. 

martedì 15 gennaio 2013

I 12 bias cognitivi che ci impediscono di essere razionali

Traduzione a cura di Daniel Iversen, Davide Gaulli e Vincenzo Barbato
Premessa:
Il bias è una forma di distorsione della valutazione causata dal pregiudizio. La mappa mentale d'una persona presenta bias laddove è condizionata da concetti precedenti non necessariamente connessi tra loro da legami logici e validi.
Il bias, contribuendo alla formazione del giudizio, può quindi influenzare un'ideologia, un'opinione, e un comportamento. È probabilmente generato in prevalenza dalle componenti più ancestrali e istintive del cervello.
Il cervello umano è capace di eseguire 10^16 (10 alla sedicesima processi al secondo), il che lo fa essere più potente di qualsiasi computer oggi esistente. Questo però non significa che i nostri cervelli non abbiano delle limitazioni. Una calcolatrice delle più economiche è migliaia di volte meglio di noi in matematica, spesso la memoria non ci assiste, e in più siamo soggetti a biasis cognitivi, quei fastidiosi difetti del nostro modo di pensare che ci fanno prendere decisioni discutibili e giungere a conclusioni errate. Qui abbiamo raccolto una dozzina dei biasis cognitivi più comuni e dannosi che è necessario conoscere (e nel caso correggere).
Prima di iniziare, è importante distinguere tra biasis cognitivi e fallacie logiche.
Una fallacia logica è un errore nell'argomentazione logica (Es: attacco ad hominem, fallacia del piano inclinato, degli argomenti circolari, ricorso alla forza, etc).
Un biasis cognitivo, invece, è una vera carenza o un limite del nostro pensiero: un difetto nel giudizio che deriva da errori della memoria, attribuzione sociale ed errori di calcolo (ad esempio errori statistici o un falso senso di probabilità).
Alcuni psicologi sociali credono che i nostri biasis cognitivi ci aiutino a elaborare le informazioni in modo più efficiente, soprattutto nelle situazioni di pericolo. Eppure, ci portano a commettere gravi errori. Magari siamo inclini a questo tipo di errori, possiamo imparare però ad esserne consapevoli. Qui ci sono alcuni tra i più importanti da tenere in mente.

sabato 12 gennaio 2013

Se la peer review diventa pubblica


Prefazione:
Abbiamo accennato negli ultimi giorni a nuovi modi di rendere la scienza e le relative pubblicazioni, aperte, rapide e sicure attraverso l’open access, senza contravvenire al diritto d’autore. È cominciato tutto con la prima rivista medica qualitativa, libera e aperta a tutti, abbiamo diffuso anche agli utenti della rete quali riviste rivolgersi nel caso si cerchino notizie accreditate e vagliate attraverso peer review, ora ecco un ulteriore conferma dalla rivista “Le Scienze” di gennaio 2013 e di come la conoscenza aperta aumenti in modo esponenziale sia la velocità che la qualità delle scoperte scientifiche, buona lettura.

sabato 5 gennaio 2013

Culture in Decline | Episodio #2 "Economia 101" - Sub Ita


Culture In Decline | Episodio #2 "Economia 101"
di Peter Joseph
http://www.zeitgeistitalia.org/ | http://www.cultureindecline.com |http://www.thezeitgeistmovement.com/


Versione italiana realizzata dal Movimento Zeitgeist Italia.
Traduzione: Nino Aloi


Copyright ©2012 Gentle Machine Productions LLC

venerdì 4 gennaio 2013

Summit "Firenze 10+10": 5. Daniele Poddighe - Le stampanti 3d


Quinto intervento di Daniele Poddighe, co-coordinatore del Movimento Zeitgeist e coordinatore del GdL Tecnologia, al Summit "Firenze 10+10" del 10 Novembre 2012.

Slide: http://goo.gl/NHDw3

Licenza Creative Commons BY-NC-SA 3.0 Unported.
Soundtrack in CC: Epic Soul Factory - The Gift of the Gods

Il ponte di plastica che si costruisce in due settimane

La visionaria start-up gallese Vertech Ltd. ha realizzato un progetto che, a raccontarlo, potrebbe sembrare folle e irrealizzabile: costruire un ponte utilizzando plastica riciclata.
Cinquanta tonnellate di rifiuti plastici sono stati trasformata in travi che andranno a comporre questo passaggio, per una lunghezza di circa 30 metri, in grado di sopportare anche il passaggio di veicoli pesanti.

FOCUS: Un albero di Natale alto 12 metri e fatto con 40,000 bottiglie di plastica riciclate

Il ponte è stato installato come attraversamento del fiume Tweed, a Easter Dawyck (Galles) e porta una serie di vantaggi per quanto riguarda l’esigua manutenzione e cura (non servono né ristrutturazioni, né verniciature di restauro); tutto il materiale riciclato proviene dalle discariche limitrofe o dalla Cina.
I tempi di realizzazione sono altrettanto incredibili: quattro giorni per creare ed assemblare il materiale, appena due settimane per installarlo e metterlo in opera.
Mentre il ponte di plastica è già in uso, la Vertech ha in cantiere nuovi progetti che potrebbero rimpiazzare tutti i classici materiali di costruzione (acciaio, ferro, cemento), tra cui il legno compensato e i laminati, che avrebbero un impatto minimo sull’ambiente. Il ponte ha già dato il suo contributo, trasformando 90 tonnellate di rifiuti in una struttura architettonica di tutto rispetto.
Fonte

Finalmente: una rivista medica libera e open source


Il neurochirurgo di Stanford John Adler, ha lanciato Curēus, una nuova rivista medica open source che sfrutta il crowdsourcing per rendere la ricerca scientifica più fruibile al pubblico.
Sfruttando la potenza della rete, la comunità della piattaforma (i lettori possono recensire la qualità dell'articolo,) promuove la ricerca medica, offrendo strumenti che aiutino ed evidenzino ciò che creano le persone, con conseguente miglioramento della ricerca, pubblicazione più veloce e accesso più semplice per tutti, secondo il sito web Curēus.

"Rendiamo più facile e più veloce la pubblicazione del tuo lavoro, è sempre gratuito e mantiene intatto il diritto d'autore. Inoltre la piattaforma Curēus è progettata per fornire un luogo idoneo per i medici per costruire il proprio curriculum vitae digitale con i loro articoli e documenti collegati ad esso."

Curēus si unisce alla rivista open PLoS, fondata dieci anni fa da scienziati della UC Berkeley e di Stanford.
Peter Binfield, ex editore di PLoS e co-fondatore di Peer J , discusse di come la pubblicazione aperta possa accelerare la ricerca scientifica in questo vecchio articolo su Medicine X.

Dr. Adler è un professore di Neurochirurgia presso la Stanford Medical School e ha pubblicato più di 150 articoli in tutta la sua carriera accademica. Dr. Adler è anche l'inventore del Cyberknife ed è stato il fondatore / CEO di Accuray Inc. quotata in borsa Si è laureato presso l'Harvard College e la Harvard Medical School.

giovedì 3 gennaio 2013

Summit "Firenze 10+10": 4. Davide Gaulli - Open source e Creative Commons


Quarto intervento di Davide Gaulli, co-coordinatore del Movimento Zeitgeist e coordinatore del gruppo Milano, al Summit "Firenze 10+10" del 10 Novembre 2012.
Testo completo: http://goo.gl/t3QDb
Slide: http://goo.gl/6Rsy9

Licenza Creative Commons BY-NC-SA 3.0 Unported.
Soundtrack in CC: Epic Soul Factory - The Gift of the Gods

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