sabato 12 gennaio 2013

Se la peer review diventa pubblica


Prefazione:
Abbiamo accennato negli ultimi giorni a nuovi modi di rendere la scienza e le relative pubblicazioni, aperte, rapide e sicure attraverso l’open access, senza contravvenire al diritto d’autore. È cominciato tutto con la prima rivista medica qualitativa, libera e aperta a tutti, abbiamo diffuso anche agli utenti della rete quali riviste rivolgersi nel caso si cerchino notizie accreditate e vagliate attraverso peer review, ora ecco un ulteriore conferma dalla rivista “Le Scienze” di gennaio 2013 e di come la conoscenza aperta aumenti in modo esponenziale sia la velocità che la qualità delle scoperte scientifiche, buona lettura.



In tempi di open access anche il sistema della revisione tra pari, considerata per decenni garanzia di affidabilità scientifica, inizia a vacillare. Il meccanismo e lo stesso per tutte le pubblicazioni accademiche: lo studioso scrive un articolo. lo invia a una rivista che incarica due o tre revisori specializzati che daranno una valutazione anonima.
L'articolo verrà pubblicato, modificato o respinto sulla base di questa manciata di pareri. Un sistema anacronistico secondo Nikolaus Kriegeskorte, ricercatore alla Cognition and Brain Sciences Unit dell'Università di Cambridge, che ha raccolto sul sito Frontiers in Computational Neurosciences 18 proposte alternative, scritte da studiosi di discipline più diverse. Tutte puntano nella stessa direzione: trasparenza, democraticità, accessibilità.
Oggi, per valutare la credibilità di un articolo di recente pubblicazione, argomenta Kriegeskorte, c'è solo il prestigio della rivista su cui appare. Un criterio debole, sia perché legato a fattori labili come tradizione e potere, sia perché relativo alla rivista e non ai singoli contributi. Due o tre revisori per articolo, continua Kriegeskorte, sono pochi e mossi da interessi personali. L'anonimato può incoraggiare scorrettezze e i tempi di pubblicazione sono lunghissimi. Kriegeskorte ha immaginato un nuovo sistema per superare questi inconvenienti. Nella sua proposta ogni nuovo articolo apparirà su una piattaforma open access senza controlli preventivi. Gli altri studiosi potranno iniziare a dare un riscontro, corale pubblico e illimitato nel tempo. Ognuno di loro avrà una reputazione, cioè un indicatore tanto più alto quanto più le sue revisioni sono credibili e accurate. E sarà incoraggiato a partecipare dal fatto che il giudizio credibile aumenterà la sua reputazione. Chiunque potrà dare il suo giudizio su ogni ricerca, ma per garantire significatività alle revisioni Kriegeskorte ha previsto una seconda fase di valutazione costruita da piattaforme che elaboreranno i dati di ogni articolo pesando i giudizi in base alla reputazione dei singoli revisori. Cosi il giudizio casuale di un profano non avrà lo stesso valore di quello di uno specialista.

Roberta Fulci

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