mercoledì 30 gennaio 2013

Industrie petrolifere pagano esperti di comunicazione per screditare surriscaldamento climatico

Oggi con Internet abbiamo accesso a una mole di informazioni tale che è difficile rendercene conto e a dire il vero non siamo nemmeno preparati a gestire tutti questi dati. Dagli albori dell'umanità non ci siamo mai affacciati a tutta questa conoscenza, disponibile a tutti, relativamente gratis. Un bambino povero di uno slum indiano collegato via wi-fi con il suo tablet da 20€ ha oggi la possibilità di accedere a più informazioni di quanto poteva fare il presidente Kennedy con tutto il suo potere cinquant'anni fa.
Il problema è che pochi di noi sono realmente preparati a filtrare le notizie vere da quelle fuorvianti o addirittura false. Semplicemente non ci è mai stato insegnato a gestire tutte queste notizie. Qui sorge il problema della grande disinformazione che c'è per esempio sulla questione del cambiamento climatico. Troppe notizie, spesso che dicono cose contrastanti.
In questo ottimo articolo tradotto dalla rivista "internazionale", originariamente pubblicato sul giornale tedesco "Zeit", viene smascherato un grande e reticolato meccanismo di disinformazione su quest'argomento, finanziato dalle aziende petrolifere e perpetuato dai maestri di comunicazione e di pressione sull'opinione pubblica.

Per fortuna in nostro soccorso c'è il metodo scientifico e la possibilità, con criterio e razionalità, di arrivare alla verità e farsi un'idea più chiara sulle questioni più controverse.

Qui trovate una guida su come scoprire se una dichiarazione sia effettivamente vera o falsa.
Qui trovate un video tutorial su come smascherare le bufale.

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