sabato 15 settembre 2012

Anche a Rio la bicicletta sfida la cultura imperante dell’automobile

di Luca Scialò
Il Brasile ha recentemente superato la Francia nella classifica di produttori di auto nel mondo, arrivando al quinto posto. Il governo federale, cercando di porre rimedio alle disparità di reddito e patrimonio esistenti in questo enorme paese, offre grandi e ripetuti incentivi per rendere le automobili accessibili a tutti.
In parallelo, fortunatamente, in Brasile sta crescendo la consapevolezza di cedere più spazio alle bici nelle città, soprattutto alle due principali: San Paolo e Rio de Janeiro, sterminati agglomerati urbani con pochi spazi per il mezzo a due ruote. Oltretutto, in quest’ultima, nei prossimi quattro anni si svolgeranno tre grandi eventi di livello mondiale; pertanto urgono misure appannaggio di una maggiore vivibilità.

Nel 2009 un piano strategico è stato redatto, seguendo le tendenze in tutto il mondo per migliorare i trasporti pubblici e incoraggiare l’uso di biciclette per escursioni e collegamenti.
L’obiettivo era di raddoppiare le piste ciclabili di Rio entro il 2012, con un servizio di noleggio bici.
Il sistema era stato lanciato già alla fine del 2008, ma era stato sospeso a metà a causa di furti e l’incapacità della società di gestione di espandere il numero di biciclette e stazioni entro il 2011. Rilanciato nel mese di ottobre 2011, è stata costituita una nuova società di gestione: la differenza più importante è il colore brillante delle bici e un logo abbastanza grande dello sponsor Banca Itau stampato sul parafango posteriore.
Sperando che la strategia per incentivare l’uso delle bici vada a buon fine, a Rio si sta cercando comunque di ridurre l’uso dell’auto, causa anche di forte inquinamento urbano. Un passo in questa direzione è stato quello di incoraggiare i conducenti a prendere i mezzi pubblici o anche i taxi rendendo il costo dei servizi pubblici competitivo con quello dei parcheggi automobilistici.
Un altro è l’educazione: nei pressi della Laguna Rodrigo de Freitas, un elegante quartiere a pochi isolati di distanza dalla famosa costa di Ipanema, è stato creato un quartiere esclusivamente pedonale e ciclabile.
Una sorta di oasi dove insegnare alle nuove generazioni come comportarsi e coesistere. Ce la farà Rio de Janeiro a diventare a misura d’uomo? Noi lo speriamo, in ogni caso è un laboratorio davvero interessante, da seguire con attenzione, anche alla luce delle cose che stanno succedendo e degli eventi che ne cambieranno la faccia prossimamente.

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