lunedì 23 aprile 2012

Pulitzer, per la terza volta online

di Claudio Tamburrino
Ancora una volta premiati giornalisti online: non è una novità. Che sia di bit o di carta, un buon lavoro resta un buon lavoro
Per il terzo anno di fila fra i vincitori di un Pulitzer figurano protagonisti dell'informazione online: quest'anno ad essere premiati sono stati l'inviato di guerra David Wood dell'Huffington Post e il vignettista Matt Wuerker di Politico.com.

Wood ha vinto il premio per la serie di reportage "Beyong the Battlefild": un lavoro che l'ha occupato per 8 mesi, un lasso di tempo così lungo concessogli anche perché lavorava su una piattaforma diverse dai giornali tradizionali come l'HuffPost.

Per quanto possano dirne diversi media italiani, peraltro, non si tratta della prima volta che ad aggiudicarsi l'ambito premio è un sito online: anzi è la terza volta che succede. Per altro, che siano online o offline, per aggiudicarsi un Pulitzer si deve trattare sempre di buoni lavori: fare distinzione tra quanto è fatto di carta o di bit ha poco senso. Già nel 2010 si erano aggiudicati il Pulitzer un'inchiesta di ProPublica e una vignetta di un sito legato al San Francisco Chronicle. E nel 2011 è stato premiato nuovamente ProPublica con un'altra inchiesta, stavolta inedita su cartaceo (nel 2010 era invece uscito in contemporanea sulle pagine domenicali del New York Times).

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