giovedì 22 marzo 2012

Stampa 3D, dalla cattedrale al cuore.


di Alfonso Maruccia
Nuovo record per i processi di stampa 3D, che raggiungono il molto piccolo e si candidano a salvare vite, grazie all'impiego di resine biocompatibili con il corpo umano.
La stampa in 3D si evolve rapidamente e macina record su record: l'ultimo, in ordine di tempo, arriva dall'Università della Tecnologia di Vienna, dove i ricercatori sono riusciti a "stampare" sculture tridimensionali su uno spazio non più grande di un granello di sabbia.
Le strutture tridimensionali stampate in quel di Vienna comprendono oggetti "mondani" e architettonici come un'auto da corsa o la cattedrale di Santo Stefano, e il traguardo della stampa miniaturizzata è stato raggiunto grazie all'impiego di un processo laser noto cometwo-photon lithography.Tramite l'impiego di specchi mobili, i ricercatori sono riusciti a dirigere e focalizzare un laser sulla resina usata per il processo di stampa. Quando il laser viene in contatto con i monomeri che fanno parte della resina, essa si solidifica.
Anche se la tecnica two-photon lithography era già nota, i ricercatori viennesi sono riusciti a incrementare di parecchio la velocità di esecuzione del processo di microfabbricazione: dalle precedenti velocità misurabili in millimetri per secondo, il nuovo processo è in grado di "stampare" su resina per cinque metri al secondo.
Tra i tanti possibili scenari applicativi della tecnologia, i suoi ideatori preconizzano lo sviluppo di resine biocompatibili su cui stampare microstrutture adattabili ai tessuti biologici. Obiettivo finale: ricreare gli organi umani con la stampa 3D.

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