sabato 17 marzo 2012

Risposta al fenomeno KONY2012

Recentemente, si è acceso un fenomeno virale come risultato di una campagna video intitolata ‘Kony 2012′, che incoraggia lo spettatore ad appassionarsi al braccaggio di un uomo chiamato Joseph Kony, apparentemente coinvolto nella guerra tra bande, stupri, gravi abusi infantili, schiavitù, omicidi e simili in Uganda e nei paesi vicini. Questo ovviamente è un comportamento estremamente disumano e aberrante, per non dire altro.
Il metodo con cui il film presenta il problema si basa sull’emotività e, a giudicare dalla risposta del pubblico, sembra molto efficace nel toccare il cuore degli spettatori. Il metodo suggerito per portare KONY alla “giustizia” è una campagna di pubblicità di massa e quindi effettuare una pressione politica per un intervento militare, oltre che a uno stanziamento di fondi alle organizzazioni affiliate.
In definitiva quindi la soluzione è di catturare il “cattivo”, dopo di ché questo comportamento di cui non vogliamo sentire parlare non esisterà più. Se VERAMENTE volete vedere la fine di questo tipo di comportamento allora, per prima cosa, dovete chiedervi qual è la ragione dell’esistenza di quest’ultimo.
Kony è nato rapitore, serial killer o schiavista di bambini? Certamente no. Non avrebbe avuto idea di concetti simili, per non parlare del fatto che egli stesso ha avuto la cultura ed il linguaggio di un bambino. Queste concezioni, e questi comportamenti sono stati appresi dall’ambiente.
Se fosse cresciuto dove vivete voi, a casa vostra, con i vostri amici, se fosse andato nella vostra scuola e avesse vissuto la vostra vita, si sarebbe certamente comportato in maniera completamente differente e lontano da aberrazioni di quel tipo.
E’ chiaro che le esperienze vissute lo hanno scalfito come essere umano.
Il comportamento è il risultato dell’influenza ambientale, nel senso fisico, culturale, religioso, economico e politico, ogni cosa all’interno dell’ambiente avrebbe portato una persona ad avere questo comportamento.
Quindi, basandoci su questa semplice comprensione empirica, è evidente da sè che ogni sforzo per rimuovere un comportamento disumano di questo tipo, deve focalizzarsi sul modificare l'ambientale che fa nascere questo comportamento.
Catturare il “cattivo” risolverà molto poco, a lungo termine. Se le condizioni, gli stimoli a un tale comportamento rimarranno, molto probabilmente questo si manifesterà in altre persone.
Lo standard di vita nell’ovest dell’Africa è povero, per non dire di peggio. Rimanere nel sistema significa costringere le persone a fare quello che possono per tirare avanti.
I nostri standard di vita sono definiti dal potere d’acquisto, così le persone sono spinte continuamente a compiere azioni che aumentino il loro potere d’acquisto.
Il comportamento che ne deriva può essere riassunto GLOBALMENTE come “L’inseguimento del profitto, senza riguardo ai costi sociali ed ambientali che questo comporta.”
Ciò può essere osservato in innumerevoli casi, in cui il profitto viene prima del benessere degli esseri viventi; solo per citarne alcuni:
  • La stazione petrolifera Shell nel Golfo del Messico
  • Le misure di austerità in Grecia
  • Il collasso della bolla edilizia (come risultato della manipolazione del mercato)
  • Il Fracking (una tecnica inquinante di estrazione del petrolio ) nel Nord America.
Nonché esempi in corso:
La nostra continua dipendenza da inquinanti carburanti fossili, nonostante le alternative esistenti, che vengono tenute nascoste dai media main stream.
Guerre in atto per le risorse.
La morte di trenta mila bambini ogni singolo giorno, nonostante la povertà sia tecnicamente superabile.
Kony, apparentemente, è anche motivato religiosamente, un altro aspetto appreso dall'ambiente, molto difficile da superare in un sistema che divide e separa le persone indistintamente.
Fino a che noi vivremo in un sistema che incentiva comportamenti cosi disumani, come fa quello in cui viviamo, non vedremo mai la fine di questi comportamenti. Perché si verifichino cambiamenti a lungo termine, dobbiamo capire che è necessario un approccio completamente differente della società, e che non veda il mondo attraverso la lente del profitto o della religione.
Sfortunatamente questo va in conflitto con l’identità di molte persone, ed è più difficilmente afferrabile del concetto di “catturare il cattivo”.
Abbiamo bisogno di un nuovo sistema che permetta e incoraggi l’empatia, la condivisione, la collaborazione, creatività, abbondanza, efficienza, e la cosa più importante: sostenibilità.
Se vi siete presi del tempo per guardare KONY 2012 e per leggere questo post, per piacere dedicate un po’ di tempo anche a questo breve video. Per come la vedo io, se abbastanza persone apprezzeranno le informazioni e i valori che presenta, si otterrà un risultato molto più eclatante, positivo e a lungo termine:
Se inverosimilmente non avete ancora visto la video campagna, e vorreste farlo, guardate per favore in fondo a questo articolo, dove potete trovare il video originale.
In conclusione, questo articolo non ha proprio lo scopo di distinguere i fatti e le figure che circolano intorno a Kony e sulle sue attività affiliate, ma vuole concentrarsi sui nostri attuali metodi di risoluzione dei problemi, per quanto ci riguardano.
E’ fantastico che l’ingiustizia sociale faccia arrabbiare la gente, e mi auguro che tutti quelli che sono rimasti colpiti da questo video continueranno ad interessarsi a problemi che vanno aldilà di quelli che ci sono sotto casa.
Anche se KONY 2012 presenti o no informazioni obiettive, il nostro approccio deve andare più a fondo se vogliamo vedere una risoluzione a lungo termine.
Se avete qualcosa da aggiungere fatelo commento qui sotto.
Pace, Amore e Sostenibilità,
Bruce Galliver

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