lunedì 27 febbraio 2012

Forte allarme emerso da un summit scientifico

Nel meeting scientifico annuale di Vancouver è emersa una tematica di rilievo:
il mondo deve essere aiutato a credere nuovamente nella scienza o potrebbe essere troppo tardi per salvare il nostro pianeta.
La scienza è "sotto assedio", i migliori accademici ed educatori sono stati più volte spronati dall’American Association for the Advancement of Science, e sono stati invitati a divulgare con maggiore enfasi i propri lavori al pubblico.
Sono necessarie soluzioni scientifiche per risolvere la crisi globale, dalla scarsità d’acqua e di cibo alla distruzione ambientale,
“ora però il pubblico non comprende la scienza" ha dichiarato durante il meeting James Hansen, esperto di cambiamenti climatici e scienziato della NASA.
"Abbiamo un emergenza planetaria, e pochissime persone se ne rendono conto".
Il tema del meeting durato 5 giorni, a cui hanno partecipato circa 8.000 scienziati provenienti da 50 paesi, è stato: "Riprogettare il mondo: Costruire una società istruita a livello globale."
"Si tratta di convincere le persone a credere nella scienza, in un momento in cui molti invece non lo fanno", ha affermato Andrew Petter, presidente associato della Simon Fraser University.
Gli esperti hanno dibattuto su questioni spinose come la censura, i carenti standard d’istruzione, l'opposizione all’insegnamento della teoria evolutiva e del cambiamento climatico da parte di alcune istituzioni religiose statunitensi.
"Dobbiamo organizzare il futuro con 9 - 10 miliardi di persone, tenendo in considerazione il cambiamento climatico", ha sostenuto Hans Rosling, esperto di salute pubblica svedese, famoso per la sua lotta contro l'ignoranza scientifica per mezzo di video accattivanti su YouTube.
Rosling, indicando dei grafici che mostrano come la popolazione umana sia cambiata con la tecnologia, e come, senza l’aiuto della scienza, la maggior parte dei bambini nelle famiglie muoiano, ha rimarcato l’ingenuità del pensare che l'umanità possa tornare indietro nella storia.
"Mi arrabbio quando sento dire dalla gente che nella foresta pluviale la popolazione autoctona viva in equilibrio con la natura. Non è così. Quelle persone muoiono in equilibrio con la natura " ha affermato.
Il presidente uscente dell'AAAS, Nina Fedoroff, nota esperta di scienze della vita e biotecnologia, ha specificato che un crescente atteggiamento anti-scientifico probabilmente risiede nella nostra stessa psiche.
"I luoghi comuni, specialmente quando sono pervasi dalla paura, non si fanno facilmente smontare con i fatti", ha spiegato, mettendo in risalto che negli Stati Uniti, ogni anno, “ci sia sempre meno gente che "creda" nel cambiamento climatico."
Le sue osservazioni hanno destato particolare risonanza nella comunità scientifica.
Lo scetticismo e la negazione del cambiamento climatico sono ancora forti negli Stati Uniti, con i sondaggi che mostrano una nazione divisa sulla minaccia rappresentata dal riscaldamento globale.
Durante l'incontro dell'AAAS, si è inserito un nuovo sviluppo esterno, nella controversia se valesse la pena di divulgare al pubblico la ricerca di scienziati americani e olandesi, su una forma mutante del virus dell'influenza aviaria, che è potenzialmente è in grado di diffondersi negli esseri umani.
Esperti di influenza aviaria, nel corso della riunione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra, la scorsa settimana, hanno convenuto che la discussa ricerca dovrebbe essere resa pubblica solo dopo un'analisi più approfondita. Nel frattempo, una moratoria per nuovi studi è stata ampliata.
L'anno scorso, le autorità americane chiesero agli scienziati di non pubblicare i dettagli delle loro ricerche per paura che le informazioni potessero cadere nelle mani sbagliate e così scatenare il panico per una pandemia di influenza letale.
"Non vorrei fermare la scienza", ha affermato Fedoroff a Vancouver. "Quanto più si sa in merito a qualcosa, maggiormente si è preparati ad affrontare esiti inattesi."

(C) 2012 AFP

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