martedì 5 luglio 2011

Obsolescenza: il vero motore dell'economia


Questo documentario racconta storie di lampadine che durano 100 anni (video), di calze femminili che potevano tirare auto senza rompersi, di frigoriferi costruiti all'epoca della II guerra mondiale che funzionano fino ai giorni nostri, di vestiti commestibili e duraturi nel tempo, e di un giovane che ha resuscitato la sua stampante con un click, non è fantascienza e non parlo di un futuro alla star trek, gli oggetti che ho descritto  esistono e hanno minimo 50 anni, ma allora se la tecnologia ha fatto passi da gigante perché i suoi prodotti sono così fragili? La risposta è obsolescenza programmata (o pianificata), leggete il resto del post e guardate il video sopra per comprendere il motore dell'economia moderna del ventesimo e ventunesimo secolo della società umana.

L'obsolescenza programmata è il fattore durata predeterminato di un oggetto da vendere al mercato che diventerà un bene, visibile in modo più evidente su componenti elettronici.Lo avvertiamo in continuazione, vecchie lampadine ad incandescenza, lavatrici, lavastoviglie, stampanti, pc, cellulari, vestiti ecc, oppure parlate semplicemente con qualche anziano riguardo la durata degli oggetti e rimarrete sorpresi!
Il documentario spiega in modo semplice gli effetti che ha l'obsolescenza sull'attuale economia di mercato, ovvero il costante bisogno di produrre per generare lavoro, in pratica un oggetto deve essere venduto spacciandolo come qualitativo, ma in realtà gli ingegneri che lo hanno progettato hanno appositamente accorciato la vita del loro prodotto affinché si rompa entro e non oltre la durata della garanzia, in modo tale che l'utente è costretto a comprarne uno nuovo, se non ci fosse l'obsolescenza il lavoro sparirebbe in un arco di tempo breve, infatti se costruissero oggetti il cui scopo fosse quello di durare nel tempo, e per aggiornarlo sarebbe sufficiente cambiare solo un componente invece di buttare l'intero prodotto allora ben presto ingegneri, imprenditori ed operai rimarrebbero in mezzo alla strada, quindi fa bene all'economia capitalistica moderna.
Ma c'è un fattore, una piccola cosina che nessun imprenditore o economista ha tenuto in considerazione fino ad oggi, ovvero le risorse per produrre gli oggetti, gli uomini fino agli anni '60 hanno creduto che il pianeta avesse frutti praticamente infiniti da offrire all'umanità, ed invece no! Noi viviamo in un sistema FINITO dove prima o poi se non ci adegueremo con un cambio di mentalità rimarremo a bocca asciutta, senza contare delle milioni di tonnellate di rifiuti che si creano solo per fare "crescere" l'economia, che mangiamo beviamo e respiriamo tutti i giorni perchè nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma e va in circolo nella catena alimentare, come gli spazzolini di Grillo!
Ora non ce ne rendiamo conto perché non abbiamo una mancanza evidente, ma in un futuro non remoto avremo davvero seri problemi di scarsità, la soluzione quindi qual'è?
Semplicemente informarsi e capire che l'economia di mercato basata sul lavoro deve subire una transizione, incentrata sullo scambio di competenze, come il modello delle freeconomy come le banche del tempo o just for the love of it e non per ottenere profitto monetario, in modo tale che si elimini il motivo per cui il mondo è tanto inquinato, la chiave è in mano nostra e solo noi grazie alla cultura possiamo migliorare questo mondo, senza creare feticci malefici per giustificarci, riduciamo il nostro impatto ambientale e diveniamo più empatici, e soprattutto iscrivetevi alle comunità che ho elencato prima, solo così diventeremo migliori, non c'è altra strada, a meno che qualcuno non ne abbia una migliore da offrire ;)

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