sabato 9 luglio 2011

Di chi è la colpa?

Abbiamo ancora il coraggio di incolpare élite, banche, corporation, massoni, illuminati o NWO?

  • Non siamo noi che eleggiamo i governi di destra e sinistra che hanno contribuito alla rovina dei paesi nonostante sapessimo della loro corruzione, clientelismi, guerrafondai, favorendo lobbies con promesse vuote?
  • Non siamo noi che paghiamo i petrolieri affinché inquinino il tuo mondo?
  • Non siamo noi che paghiamo le banche per far girare il motore economico monetario?
  • Non siamo noi che compriamo le cinture D&G, Gucci o Cavalli perché fa "figo"?
  • Non siamo noi che compriamo catenine d'oro o diamanti per la fidanzata/amante/moglie anche se sono fatte col sangue di minatori?
  • Non siamo noi che compriamo scarpe Nike anche se sono fatte da bambini?
  • Non siamo noi che quando accendiamo le luci di casa sappiamo che un minatore in Cina ha dato la vita per pochi dollari?
  • Non siamo noi che vogliamo la Ferrari, Lamborghini, l'Audi da 5000cc per fare il ganzo con le tipe?
Ma ci giriamo dall'altro lato e rivogliamo il lavoro per tornare a consumare e spendere i soldi per vagonate di stupidaggini che in realtà non ci servono.
Ricordiamo che ogni nostra azione ha una conseguenza sul mondo.
  • Non siamo noi che al supermercato compriamo prodotti senza accertarci se son deleteri per l'ambiente o sfruttano operai?
  • Non siamo noi che ogni qualvolta esce un nuovo iPhone buttiamo via quello vecchio che va a finire in discarica inquinando?
Siamo noi il mercato. E noi diamo loro indicazioni scegliendo prodotti in base al prezzo, senza valutare cosa ci sono dietro, abbiamo bisogno di un cambio di mentalità e solo la cultura può farlo attraverso l'informazione.
Dobbiamo vivere riducendo il nostro impatto sul pianeta, cambiamo le cattive abitudini quotidiane, adottiamo stili di vita più ecologici con consumi intelligenti, doniamo le nostre competenze gratuitamente e superiamo superficialità e superstizioni.
Da domani se faremo tutto ciò il mondo cambierà senza accorgercene, senza boicottaggi e senza rivolte.
Cultura

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