mercoledì 23 marzo 2011

La guerra degli altri


di Vincenzo Barbato


"Sono Gino Strada di Emergency, era necessario attaccare la Libia? Io credo proprio di no, io credo che la scelta della guerra avvenga casualmente e non credo che la guerra sia una necessità, non lo è mai, è sempre una scelta per tanti ragioni che possono essere anche diverse." Guarda il video


Una cosa è molto chiara ormai, la guerra è diventata solo un mero affare politico dettato da interessi, in questo caso dall' approvvigionamento di petrolio e gas, ai cittadini degli stati coinvolti in questo conflitto inutile non è stato chiesto nulla, non hanno chiesto ne il parere ne il permesso, dato che li hanno eletti loro i governi che dovrebbero gestire i loro affari, credo che un minimo di valutazione sarebbe stata gradita, e invece no.

Dall oggi al domani, gli sciacalli Francia, Inghilterra, America e l 'Italia (ovviamente che abbiamo solo il ruolo di ponte tra Europa e nord Africa), hanno assunto un comportamento vergognoso ed ipocrita, difatti sono pronti a rovesciare Gheddafi,  che prima si faceva il bacia mano e ora si cerca di mozzarla, e per cosa? Per loro nero! Ma questa guerra a livello tecnico non andrebbe neanche concepita.
Le soluzioni che vi ho fornito la volta scorsa spero le abbiate diffuse, ma una cosa non si può negare, ormai gli stati sono a secco di risorse e i cittadini non contano più nulla, il design societario progettato dai governi comincia a vacillare, e non per qualche ragione economica o demoniaca, ma per il semplice fatto che le risorse finite si chiamano appunto così perché prima o poi si esauriscono, ed invece di far guerre sarebbe bene per noi incominciare a riflettere, cambiare la nostra mentalità e i valori con cui siamo stati cresciuti
Joseph Stiglitz, premio nobel per l'economia scrisse al Washington Post un bellissimo articolo secondo cui, gli Stati uniti avrebbero speso tremila miliardi di dollari (3,000,000,000,000$) nella guerra in Iraq, solo a contare gli zeri vengono le vertigini! In Italia si spendono invece 2 milioni di euro al giorno con una perdita di circa un militare a settimana, fate voi i conti!


Nelle parole del ‘Due Volte Meritevole della Medaglia all’Onore del Congresso’, il Generale di Divisione Smedley D. Butler:

La guerra è un racket. Lo è sempre stata. È forse il più vecchio, probabilmente il più redditizio, sicuramente il più vizioso. È l’unico con un obiettivo condiviso a livello internazionale. È l’unico in cui gli utili sono calcolati in dollari e le perdite in vite. Ad esempio, le società di carbone fecero tra il 100% e il 7.856% sui loro capitali azionari durante la guerra. I confezionatori di Chicago raddoppiarono o triplicarono i loro guadagni. E non dimentichiamoci dei banchieri che hanno finanziato la Grande Guerra. Se qualcuno ha avuto la crema degli utili, questi sono i banchieri. Essendo delle compartecipazioni, piuttosto che società per azioni, non devono rendere conto agli azionisti. E i loro profitti furono tanto segreti quanto immensi. Come i banchieri hanno fatto i loro milioni e miliardi non lo so, perché quei piccoli segreti non diventano mai dominio pubblico - nemmeno dinanzi a un organo di indagine del Senato.

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