martedì 15 febbraio 2011

Rieducati e non castigati


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Stupenda puntata di presa diretta di Riccardo Iacona che affronta la delicata questione del sistema carcerario, soffermandosi sulle carceri più fatiscenti e mettendole a confronto con le poche strutture valide dove un detenuto messo in condizioni umane
e psicologiche insieme ad un inserimento lavorativo e culturale ideali, (cioè facendoli studiare, e insegnandogli un occupazione) ne esce pulito e tendenzialmente inoffensivo per la società, cosa ha voluto dimostrare questo episodio, che essenzialmente noi che non nasciamo cattivi e se inseriti in un ambiente pessimo perché a sua volta formatosi da condizioni di vita umane culturali sociale ed economiche davvero squallide, a loro volta derivate da negligenze politiche e mancanza di fondi (che per i loro affari personali trovano sempre), tendiamo a delinquere, allora cosa si deve fare in una struttura carceraria, buttare un essere umano in una cella stretta per 22 ore non curandosi minimamente delle sue condizioni fisiche e mentali? No, assolutamente sbagliato, infatti provoca l'effetto opposto, il carcere in questo modo inasprisce ancora di più la vita del condannato e non gli si da la possibilità di reintegrarsi nella società, e gli si offre l'occasione per delinquere di nuovo, e perché poi? Perché non gli si danno i mezzi per reintegrarsi, a parte qualche caso isolato che vedrete come ne sono usciti puliti grazie alla voglia di andare avanti, che non hanno tutti.
Infine la parola chiave è PREVENZIONE SOCIALE, ovvero mettere nelle condizioni un individuo di crescere in un ambiente valido che gli dia un futuro, uno scopo per andare avanti e contribuire allo sviluppo umano, che lo faccia sentire sereno e soddisfatto di se stesso e del contributo che darà al mondo, ma questo non avverrà mai se continuiamo a stare nel paradigma politico, sociale ed economico odierno, composto essenzialmente da persone avide di potere e soldi, come i politci insieme alle grandi corporazioni e lobby miliardarie che a tutti i costi e sperperano risorse solo per profitti personali che potrebbero essere utilizzate per il futuro della nostra società.
Nel qual caso ci fosse bisogno di curare e non castigare una persona perché affetta da una patologia o problemi mentali che lo portano a fare gesti pericolosi allora ci vuole una struttura serena, pulita dal punto di visto igienico e da chi la compone che si occupi del suddetto malato, non si può pretendere una società sana al 100% ma se continuiamo di questo passo a considerare esseri umani che sbagliano (perché l'ambiente in cui sono vissuti li hanno resi aggressivi e delinquenti) degli scarti senza valore, ahimè la catena di sofferenza non si spezzerà più.

Moving Forward

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