lunedì 28 febbraio 2011

ECCO COME FACEBOOK HA CENSURATO IL BLOG “LO SPECCHIO”

Lo Specchio blog, dove collaboro scrivendo i miei articoli è stato censurato su Facebook per i suoi contenuti, eppure leggendo i post implicati non si nota nulla di sovversivo, al confronto di questo video, in Italia come verrebbe bollato? Questo si dimostra sempre un paese dai 2 pesi e 2 misure, oscena censura a mio parere.


"Il link che stai tentando di visitare è stato considerato offensivo dagli utenti di Facebook”. Questo è quanto si legge su Facebook nel momento in cui si clicca su uno dei link che rimanderebbero agli articoli del Blog “Lo Specchio”. Censura? Non lo sappiamo. Fatto sta che è molto strano quanto ci sta accadendo. Per diversi motivi. Cerchiamo di capire meglio.
Innanzitutto l’articolo “incriminato”, il primo che Facebook  ha bloccato – pensiamo in seguito ad una segnalazione da parte di qualcuno – è un articolo assolutamente innocente ed innocuo, nel quale semplicemente si commentavano le manifestazioni organizzate le scorse settimane dai Berluscones in difesa e in appoggio del Presidente del Consiglio visti i prossimi processi a cui sarà sottoposto. Si diceva semplicemente che la manifestazione organizzata lo scorso 11 febbraio davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, manifestazione annunciata a gran voce anche da “Il Giornale”, oltreché da importanti esponenti pidiellini (Ignazio La RussaMariastella Gelmini, Paolo Romani e Michela Brambilla), era stata un incredibile flop: nessun politico aveva preso parte e solo un totale di massimo 100, 150 militanti del Pdl stazionava davanti al Palazzo di Giustizia in difesa di Berlusconi. Dopodichè si faceva riferimento all’altra manifestazione, “In mutande, ma vivi”, organizzata il giorno dopo da Giuliano Ferrara, manifestazione contro i “neopuritani”, come li hanno chiamati loro. Un evento che certamente ha riempito il teatro, ma probabilmente è stato ancora più tragicomico del precedente, con appelli che hanno lasciato assolutamente esterrefatti (“Presidente, noi la sosteniamo, ma deve ascoltarci – ha affermato Ferrara – Non riduca le sue giornate alle giornate di un imputato. Lei deve fare il presidente del Consiglio, il capo dell’Italia”).
Ebbene questo articolo è stato giudicato da Facebook “offensivo”. Le domande sono alquanto ovvie: perché mai? Quali sono i punti nei quali si concentrano le offese? E soprattutto: chi sono questi “utenti” che hanno segnalato l’articolo? Con quali motivazioni l’hanno considerato “offensivo”? Domande legittime, che tuttavia non riceveranno mai risposta.
E qui passiamo al secondo punto dell’incredibile questione che ci è capitata. Noi non possiamo assolutamente far nulla per poter in qualche modo “sbloccare” i link dei nostri articoli.Assolutamente nulla. Si dirà: potreste contattare i gestori di Facebook. Impossibile: non esiste alcun modo per contattarli. Non un servizio, non un contatto diretto, non un e-mail disponibile. Nulla. Hai problemi? L’unica possibilità è consultare delle pagine di informazione nelle quali sono riportate le domande più frequenti, i problemi più frequenti con le relative risposte. Peccato che un problema di tale genere non sia presente.
Altra questione assolutamente imbarazzante. Abbiamo già parlato dell’articolo “incriminato” e “considerato offensivo dagli utenti di Facebook” (?). A questo punto si potrebbe pensare che Facebook abbia bloccato soltanto l’articolo segnalato. E invece no: sono stati bloccati tutti i link de “Lo Specchio Blog. Tutti gli articoli: quelli nuovi e anche quelli vecchi. In pratica ad oggi è assolutamente inutile postare un articolo del nostro Blog, sia esso vecchio sia esso nuovo, su Facebook perché, comunque sia, uscirebbe sempre la medesima schermata con le medesime parole: “Il link che stai tentando di visitare è stato considerato offensivo dagli utenti di Facebook”. Anche se scrivessimo: “Il sole è bello” o, che so, “Amo Berlusconi”. Oramai Facebook ci ha bloccato e non c’è modo di cambiare la situazione attuale: nessun contatto possibile, nessun articolo che possa essere accettato per via di questa sorta di “censura preventiva.
Come muoverci? Non lo sappiamo. Sappiamo soltanto che, nonostante una più che ovvia incredulità per quanto accaduto, continueremo a scriverea commentare, a dare – per quanto ci è possibile – informazioni utili a chiunque voglia seguirci e leggerci. Anche se, non potendo più postare i nostri articoli su Facebook (sarebbe assolutamente inutile) abbiamo perso un importante bacino di visite. Detto questo, noi continuiamo. Senza mai abbandonare, senza mai rinunciare, credendo in quello che facciamo, sperando in quello che scriviamo.

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