lunedì 28 giugno 2010

Il pm Woodcock ad Ottaviano discute sulla giustizia e la legalità

di Vincenzo Barbato

Ad Ottaviano si è svolta una "chiacchierata" sulla giustizia, così il magistrato Hernry John Woodcock definisce l' evento svoltosi sabato scorso davanti ad una vasta folla, in sua compagnia anche il giornalista Marco Travaglio ha afforntato i medesimi temi, il pm parla prima in generale della politica, e poi in particolare si sofferma sulla figura del magistrato come viene dipinta in Italia dai media, ovvero come uno stupido o un disonesto.
Altro tema affrontato è la privacy, tanto decantata dai partiti per convincere la popolazione a sottostare alla legge bavaglio.

Ecco i video e la galleria fotografica

Parte 1



Parte 2



Parte 3

Passaparola, 28 giugno 2010

domenica 27 giugno 2010

All' inseguimento di Brancher!

di Vincenzo Barbato

Che il legittimo impedimento fosse una porcata, come direbbe Calderoli non è una novità, ma ora che ad usufruirne sia un neo ministro, come tanti altri, condannato ma prescritto per falso in bilancio, Aldo Brancher fa parte di un ministero a parer mio assolutamente inutile (il ministero del federalismo), tra l' altro di un cosiddetto federalismo non ancora completato che già fa acqua da tutte le parti!
La sua nomina a ministro sembra aver attirato parecchie polemiche da parte di tutti gli schieramenti politici e testate giornalistiche, infatti il Brancher si sarebbe appellato al legittimo impedimento per saltare l' udienza che lo vede coinvolto, la cosa più esilarante e che abbiamo le prove che questo impedimento sia fittizio come la democrazia in questo paese.
Il senatore Pedica dell' Italia dei valori c'è ne da prova, inseguendolo letteralmente per vedere qual è la natura della sua assenza davanti al Pm, conclusione? Non se ne cavato un ragno dal buco, infatti il senatore riceve da parte della segreteria di Brancher informazioni discordanti tra loro su dove sia in realtà il ministro irreperibile, storia già sentita.
Sul sito Repubblica.it in oltre 30.000 hanno firmato per chiedere le dimissioni o che si faccia processare, come dice l' articolo 3 della Costituzione, ma a molti questo è ignoto.

Guardate il video

Je so' gay embè?

di Vincenzo Barbato

Riapertura mentale della Napoli con i pregiudizi e tradizioni antiche, la città si svela aperta a quella che è il tarlo fastidioso di ogni società, ma più grave nel sud Italia, si parla di omosessualità, nell italia ecclesiastica, priva di nuovi orizzonti e tendente sempre al trio: famiglia(uomo-donna), patria e religione.
Nella giornata di ieri da via Cavuor in poi la città ha accolto carri e tantissima gente proveniente da tutto il paese, per il Gay pride, spostato occasionalmente qui, è la prima iniziativa di questo genere, e riuscita veramente bene, con carri caricati con gente, in puro stile gay pride londinese, anche se in modo più sobrio, diamo tempo al tempo.

Ecco le interviste





sabato 26 giugno 2010

Napoli dice no al nucleare

di Vincenzo Barbato

Il MoVimento 5 Stelle Campania, insieme al comitato no nucleare campano, oggi a Napoli in piazza del Gesù, hanno manifestato con un flash mob la propria indignazione, verso quella che è a detta degli esperti, una tecnologia vecchia, pericolosa per la sicurezza nazionale ed ambientale, e soprattutto va contro lo sviluppo del lavoro e di conseguenza dell' economia.
Pericolosa perché data la quantità degli incidenti nucleari (circa 120) e dopo il disastro di Chernobyl, dovremmo aver imparato qualcosa, secondo perché avendo uranio da cui poter produrre testate atomiche, altri stati potrebbero mettere in seria difficoltà la nostra sicurezza, vedi Iran, e Usa.
Un altro aspetto controverso è come i media e soprattutto la propaganda eleva il nucleare come tecnologia del futuro, pulita e che dà lavoro, mentre la realtà è ben diversa, infatti anche se raddoppiassimo da 500 a 1000 centrali nucleari presenti nel mondo, raggiungeremmo neanche il 10% del fabbisogno globale di energia, la spiegazione di tale approccio ipocrita di fronte a questi risultati regressivi? Ovviamente è il solido guadagno da parte delle banche, degli enti che forniscono corrente elettrica e soprattutto i grandi petrolieri.
L'aspetto economico più esilarante è che i governi non dicono che le centrali nucleari non sono eterne e durano massimo 20 anni, mentre installando pale eoliche, pompe geotermiche, pale marine, e pannelli solari si potrebbe avere energia in quantità praticamente infinita e subito, senza aspettare fasi di costruzione che richiedono anni ed anni, ovviamente facendo risparmiare dalle nostre tasche milioni di euro, ma questo dal tg1 & Co. non saprete mai nulla.

Ecco il video dell' evento e qui la galleria fotografica

Il caso Favata

PRIMA PARTE



SECONDA PARTE

venerdì 25 giugno 2010

La rabbia degli aquilani sotto la sede rai

di Vincenzo Barbato

È esplosa la rabbia dei cittadini aquilani, reduci dal terremoto, nella sede principale Rai di viale Mazzini dopo che il tg1, sotto la direzione di Augusto Minzolini, ha prontamente nascosto la notizia delle proteste nella città abruzzese della comunità e del sindaco, in riferimento alle lamentele sull’ operato del governo e sulle mancate promesse, il servizio durato pochissimo è stato spostato nei titoli di coda, oscurando quella che sarebbe una notizia pubblica, perché occultarla domanda una signora, il servizio di informazione pubblico non può essere usato per fini privati, se tutti gli italiani sapessero che le case consegnate da Berlusconi già cadono a pezzi, se sapessero che ci sono ancora 32.000 sfollati, se sapessero che la protezione civile ha rassicurato tutti, dicendo alla popolazione di dormire sonni tranquilli, settimane prima del terremoto, quando sismologhi affermavano l’ esatto contrario, avendo analizzato le continue scosse di quel periodo.
Il cavaliere godrebbe di ancora più disprezzo e calerebbe ancora di più la sua già appiattita reputazione.
L’unica difesa? Contare sui servi, che si autodefiniscono ancora giornalisti come Minzolini, (ascoltare la telefonata), che invece di fare il loro dovere, informare il pubblico, mandano in onda servizi sul polo nord e sui corsi di maggiordomi.
Ma forse di tutti questi, l’ultimo e quello che più alletta il direttore ed è la materia di cui si può vantare in assoluto, leccare.

Ecco il video della manifestazione girato dal Fatto Quotidiano.

mercoledì 23 giugno 2010

Un sistema che collassa

Di Vincenzo Barbato

Un gesto coraggioso, un urlo in una stanza buia che distoglie lo sguardo e fa fissare l’ attenzione su un problema di cui si discute poco, il sistema carcerario italiano, un sistema che causa un disagio che non viene compreso da tutti, il carcere di Poggioreale a Napoli ne è la prova, un carcere costruito in piena città già farebbe venire un collasso a qualunque ingegnere, ma questo è l’ assurdità minore, i dati parlano chiaro.
Il sovraffollamento, 2780 unità, a fronte di una capienza massima di 1400 posti, il rapporto guardia penitenziaria-detenuto scivola di notte a 35 su 2780, 1 a 300.
Ingiustizie da parte delle guardie, soprusi e maltrattamenti che non hanno sfogo esterno perché causerebbero ancora più danni, non si rieduca, si spinge ancora più alla violenza, e questo quello che si deduce dalla lettera, ovviamente anonima, di un detenuto che si fa carico di 650 altri suoi compagni, che raccontano delle ingiustizie subite, un giorno stiparono 39 detenuti un una cella di appena 10mq, un detenuto che soffriva di cuore urlava perché stava male, gli appuntati non volevano soccorrerlo e dopo 2 ore dopo essersi provocato lesioni sbattendo al testa sul muro finalmente i arrivarono a prelevarlo, un detenuto dopo aver osato ribadire che aveva altri 10 minuti per il suo colloquio, fu pestato.
Ci sono tanti altri problemi, la situazione sanitaria pietosa, l’ assistenza psicologia quasi inesistente, basti pensare che in tutto il carcere esistono solo 14 educatori, dov’è finito il piano carcerario di Alfano? Dov’ erano le soluzioni che il governo annunciava?
Diversamente a quello che si pensa il carcere come metodo di reclusione non è il modo migliore di riassestare un essere che ha compiuto un delitto, bensì l’ iter educativo che viene praticato in tal struttura. Statisticamente è stato affermato che l’ aumento di solo 1% della disoccupazione aumentano esponenzialmente il numero di furti, omicidi, rapine e reati legati allo spaccio di droga, allora c’è una domanda che mi sono posto, il carcere è la via per sanare e reintegrare una persone nella società? Certamente no, la prevenzione è la metodologia risolutiva, dare lavoro, educare i cittadini dall’ infanzia alla legalità, e al rispetto delle leggi, garantire insomma uno stile di vita dignitoso a chiunque, sono condizioni che non ci sono perché i governi di tutto il mondo non vogliono adottare, in un mondo dominato da aziende, monopoli, corruzione e mafia, parole come democrazia suonano quasi come titolo di un racconto di fantascienza.

martedì 22 giugno 2010

Flashmob contro il nucleare a Napoli

In tutta Italia si organizzano flashmob per dire no al nucleare, tecnologia vecchia e improduttiva, nel seguente link troverete date e ora dell iniziativa dove poter anche suggerire proposte, partecipate e condividete!

Passaparola, 21 giugno 2010

Se si taglia la cultura si taglia il futuro

domenica 20 giugno 2010

Mail bombing contro l'occultamento mediatico del governo sull' Aquila


Raccogliamo l'appello di Stop The Censure, inviando questa mail bombing al tg1 ed al tg2 per far sapere ai quei servi che non siamo tutti pecore, e che conosciamo benissimo i fatti accaduti all' Aquila e sulla manovra mediatica del governo di occultare la verità

Ecco il link e condividete il più possibile:

Yohani Sancez, una blogger contro il regime cubano

venerdì 18 giugno 2010

Attenzione blogger!

Da blogger mi sento in dovere e con priorità di postare questa notizia, che passata inosservata dalla maggior parte degli organi di stampa più seguiti, un emendamento inclusa nella legge bavaglio che sega le mani a noi scrittori digitali.

Claudio Messora di Byoblu spiega dettagliatamente la questione

Il calcio italiano, macchina di uccisione delle coscienze civili

di Vincenzo Barbato

Questo non è il solito articolo, che denigra il calcio come "killer" dell' intelligenza e della civiltà, anzi il calcio indubbiamente è uno sport bellissimo, è lo sport più giocato in tutto il mondo, che rafforza il legame con i propri compagni nel farli operare insieme per raggiungere un grande obiettivo, per calciatori e tifosi, il vero danno non è il calcio in se stesso ma tutto quello che c'è al di fuori.
Le persone che stanno dietro le quinte, i lauti stipendi non meritati, le speculazioni e gli scandali che ruotano attorno ad esso come calciopoli.
Siamo noi italiani ad averlo reso una delle poche valvole di sfogo e di argomentazione per le nostre frustazioni: la mancanza di un buon lavoro, di un adeguata istruzione per tutti, ed una sanità che non lucri ed ammazzi prima della malattia, facendo si che si anteponesse alla protesta civile, occludendo tutto quello che è di interesse pubblico, è più facile trovare 70.000 persone in un giorno nello stadio San Siro che radunare 1.000 persone per protestare contro il nucleare, contro l acqua pubblica o qualsivoglia protesta civile che riguarda noi e solo noi, che riguarda il futuro dei nostri figli e nipoti e che garantisca lo sviluppo di una società meno peggiore di quella odierna, una società senza cultura, senza informazione, e quando mancano queste due mancano le basi per una sicurezza intellettuale per dire un netto no a tutto il sistema malato.
Il problema italiano è proprio questo, Beha l' ha colto in pieno nel video sottostante, io ho 20 anni e vedendo il mio futuro fatto a pezzi da questa classe politica marcia fino al midollo, l'unica mia reazione è manifestare, fare volantinaggio o altre forme di protesta, ma vedo in giro più ragazzi che dicono forza Inter, forza Juve o forza Napoli, i miei sono argomenti che non interessano a nessuno ma è il lavoro che ci da da mangiare, ci da soddisfazioni e gratificazioni e non una partita di calcio, certo dopo una bella vittoria dei mondiali dell' Italia ci sentiamo tutti carichi, ma dopo? Che succede dopo 2 o 3 giorni? Ritorniamo ad essere di nuovo demoralizzati e la realtà ci ripiomba addosso come un macigno.

Marco Travaglio racconta la centrale dell inciucio

mercoledì 16 giugno 2010

SFACCIATAMENTE MAFIOSI

di Vincenzo Barbato

Forse perché siamo abituati a tutto, forse perché stanchi di starli a sentire e perché siamo senza lavoro e senza prospettive, non ci stiamo accorgendo che la mafia sta uscendo a viso scoperto nelle strade e soprattutto nel parlamento, intellettuali e gentiluomini dietro la cui maschera di politici al sevizio dello stato (in teoria) si celano, secondo le sentenze, collaboratori stretti di cosa nostra e a tutta la criminalità organizzata, la mia indignazione non so se altre persone l’ hanno captata.
Mi sono reso conto che la manovra bavaglio, e il rifiuto di far entrare Spatuzza in un programma di protezione sia un chiaro segnale, loro non vogliono che qualcuno punti il dito su uno (in questo caso due) dei personaggi più indagati della nostra storia, Silvio Berlusconi e il suo tramite con la mafia Marcello Dell’ Utri, condannato in primo grado a 9 anni per concorso in associazione mafiosa, non si toccano i colletti bianchi.
Cosa sta succedendo? È possibile che tutto questo non scateni una rivolta per cacciare questa gentaglia, pagata da noi con le nostre tasse, aldilà degli scudi fiscali, dei condoni, delle leggi ad personam e degli scandali, che demoralizzano e fanno sentire pezzenti, perverse, chi oggi paga onestamente ancora le tasse.
Io mi appello non a presunte opposizioni, che tra l’ altro fanno ben più che osservare, essendo i maggiori complici, ma agli italiani, italiani onesti, secondo voi cosa avrebbero detto Falcone e Borsellino? Perché sarebbe morto Peppino Impastato e le atre vittime della mafia? la loro morte non suscita più niente?
Laici e progressisti uscite dalle vostre stanze dove vi rodete il fegato, vi lamentate perché nessuno fa niente, scendiamo tutti insieme, nessuno ci darà un futuro, una vita dignitosa, dobbiamo essere noi a prendere la situazione tra le mani e far capire che non siamo pecore, non siamo servi di nessun dittatore mediatico, ma siamo liberi, uniti, di ogni razza, religione e orientamento religioso, ribelliamoci, cacciamoli come successe a Roma, pacificamente, in milioni, altrimenti per noi ragazzi non ci sarà più niente se non l’unica scelta logica, abbandonare il paese.

Il MoVimento del fare!

venerdì 11 giugno 2010

La democrazia che vacilla

di Vincenzo Barbato

Poche volte nella storia della repubblica si sono verificati eventi del genere, certo, ci sono stati il lodo Maccanico-Schifani, il lodo Alfano, lo scudo fiscale e vari condoni, la ex Cirielli. Ma adesso si è veramente superato il limite, e la legge che dal 2008 era nel programma di tutte e due gli schieramenti sembra che stia, purtroppo per diventare realtà, mai come ora la nostra democrazia, se si può ancora chiamare così, ha subito un colpo così duro.
Negare l' informazione comporta rischi ben più duri che semplici sanzioni a giornalisti in quanto tappa il flusso di informazioni garantendo la netta separazione tra stato e cittadini, facendo si che il primo spadroneggi a discapito del secondo, come un parassita che divora pian piano un organismo.
Inutili gli appelli al nostro presidente della Repubblica a non firmare, che ha definito chiacchiere a vanvera del leader Idv Di Pietro che dopo aver occupato l' aula per una notte prima del voto al Senato si rivolge a Napolitano dichiarando di andare subito al referendum abrogativo, anche Michele Santoro sia nel comunicato stampa sia ad Annozero ha dichiarato di non essere stato ancora sconfitto, perché, ci sono altre vie per aggirare questa legge andando sul web, anche il Fatto Quotidiano ha scritto in proposito, rivelando che le notizie passeranno tutte attraverso il loro sito web.
Commentare Berlusconi poi è poi uno spreco di tempo, dopo l' ennesima figuraccia con il premier spagnolo Zapatero, le accuse rivolte alla costituzione che secondo lui sarebbe un inferno, veramente è da considerare un povero vecchio con un delirio di onnipotenza che sta trascinando insieme alla sua visione distorta nella realtà cittadini che hanno serie problematiche.
Manifestare è essenziale ma sono oramai troppe le azioni che sfasciano questa povera Italia, dall acqua privata al nucleare, dal legittimo impedimento alla legge bavaglio e alla lunga fila di leggi ad hoc, è arrivato il momento di mandarli a fanculo questi zerbini vecchi ed inutili, una sola cosa dovranno mettersi in testa, e che noi non molleremo mai perchè a differenza dei politici noi ci muoviamo per una cosa che a loro suona datata, ovvero democrazia.

giovedì 10 giugno 2010

Berlusconi elogiò Saviano

di Pietro Lupoli

Il 16 Aprile 2010 durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi illustrò l’azione di contrasto del suo Governo contro la criminalità organizzata. Nella sala Berlusconi sottolineò che la Mafia italiana secondo alcune classifiche risultasse la sesta mafia al mondo ma che fosse la più conosciuta grazie al supporto promozionale e culturale di serie televisive come la Piovra e di romanzi come Gomorra, portando ad un giudizio molto negativo per il nostro paese.
Ma il 15 ottobre 2008 il presidente del Consiglio spedì una lettera ad Ezio Mauro, direttore di Repubblica, per “rincuorare Roberto Saviano”, allora come oggi minacciato dalla criminalità organizzata. Nella missiva il premier scriveva: “Vorrei dirgli di tenere duro, di non cedere alle minacce della camorra”. Continuando: “Ai giovani talenti come Saviano dobbiamo tutti una civile gratitudine. Ma il Governo gli deve qualcosa di più. Deve garantirgli il diritto di non avere paura, a tutela più completa della sua incolumità”.
Il riassunto della storia nostra è che Saviano ha fatto bene a scrivere il libro, a vendere copie del suo romanzo edito dalla Mondadori ma che non può continuare a parlare delle Mafie. Come dire la criminalità organizzata è un fenomeno del prodotto umano destinato come tale a cessare di esistere. Procedendo di questo passo la Camorra e le Mafie finiranno con l’arrivo di una nuova forma di vita intelligente.

Ecco la lettera con cui Berlusconi rincuorava Saviano

martedì 8 giugno 2010

La trasparenza innanzitutto

di Vincenzo Barbato

Certamente l' opinione pubblica è nettamente divisa su Di Pietro, se ne sono dette tante, che era corrotto, che aveva altri fini, si è gridato al complotto più volte, di questo ovviamente lui ne ha dato risposta e difendendosi, ma assolutamente la caratteristica che oggettivamente Di Pietro non si può dire che non abbia è la trasparenza e repentinità, con le quali ha vinto tante cause e mandando nell' oblio accuse fondate su domande, che se fossero state fatte al presidente del consiglio (ovviamente lui non ha mai risposto), avrebbe gettato ulteriore fango sulla sua già storpiata reputazione. Ebbene anche io personalmente, ho attaccato Tonino quando appoggiò Vincenzo De Luca a presidente della Regione Campania, non essendo un suo netto sostenitore questa volta mi schiererò dalla sua parte.
Tutto questo macello è nato da un articolo del Corriere della Sera, che questa volta uscendo dal ruolo di mero osservatore, si accinge a dare una critica, chi la definisce una calunnia, su vari aspetti del suo passato, come la laurea e la questione degli appartamenti della cricca, tra l' altro già chiariti e finiti in tonnellate di documenti e sentenze della magistratura, che potrete trovare qui, in difesa del leader Idv, sono intervenuti il Fatto Quotidiano che per primo ha raccolto un intervista all' ex magistrato, Beppe Grillo col suo blog e Marco Travaglio, dando semplicemente una considerazione, ovvero: Di Pietro ha fatto benissimo a rispondere per primo contro le accuse rivoltegli, aspettiamo smentite ed aspettiamo soprattutto il responso dei Pm.
Ovviamente stampa berlusconiana e paraculi non sono mancati a continuare il solito sproloquio infondato, ma loro di soldi per pagare le cause che perdono ne hanno, quindi a loro non tangono certi discorsi come l' indipendenza e la fondatezza con cui si danno le notizie, sono gli stessi giornali (a parte Feltri), si dicono favorevoli al ddl bavaglio, che se passerà come già spiegato ci catapulterà in una vera e propria censura modello cinese.
Del resto a voi la facoltà di decidere ciò che giusto e ciò che non lo è, ma mi sento di dire un ultima cosa, ma perchè stampa e televisioni diventando così bravi e si accaniscono in tal modo quando si tratta di investigare su di Di Pietro, Travaglio, Grillo, De Magistris, Santoro ecc, e quando la cricca o casta poilitica delinque in modo peggiore e se posso permettermi spudorato nessuno parla, a parte pochissime voci, e non si alza un polverone non superiore, ma almento uguale?
Ecco un piccolo e recente esempio di quello che voglio dire, di come un personaggio del genere possa mancare di rispetto all intelligenza degli italiani!

Passaparola con Marco Travaglio

sabato 5 giugno 2010

Iervolino firma il referendum per l’acqua pubblica. “L’acqua, come l’aria, è un bene essenziale”

di Pietro Lupoli

Giovedì 3 Giugno. Nella mattinata il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, in piazza Trieste e Trento ha firmato per il referendum del forum dell’acqua. Il primo commento: “Credo fino in fondo a questa battaglia che i comitati e alcuni partiti politici stanno portando avanti, perché l’acqua, come l’aria, è un bene essenziale e privatizzarla è come privatizzare l’aria”. Sarcasticamente esclama: “Un centesimo a bottiglia di aria -continua- come consiglio comunale abbiamo già votato all’unanimità una delibera sull’uso pubblico dell’acqua e il consiglio provinciale ha votato la stessa cosa.
Noi come Comune, dunque, andremo avanti con decisione”.
Consiglia Salvio, referente regionale dei movimenti per l’acqua pubblica, commenta la scelta del sindaco: “La scelta politica è chiara. Con la firma del nostro referendum il sindaco Iervolino assume l’impegno di trasformare l’Arin spa in azienda speciale. L’acqua di Napoli sta per tornare in mano pubblica, come chiediamo da tempo.”
Quasi 800mila firme raccolte fino ad oggi. Anche il 2 giugno, Festa della Repubblica migliaia di cittadini hanno firmato per i 3 referendum. L'obiettivo che il comitato promotore si pone adesso è quello del milione di firme. Qui la mappa di tutti i banchetti.
Da qui a luglio saranno lanciati eventi, feste, spettacoli per coinvolgere sempre più italiani in questa civile lotta di democrazia per togliere le mani degli speculatori dall'acqua riconsegnandola ai cittadini e ai Comuni. Per saperne di più sui quesiti referendari clicca qui.

La pillola abortiva: miti sfatati

venerdì 4 giugno 2010

Censura annunciata alla trasmissione di Saviano e Fazio, “Vieni via con me”

di Pietro Lupoli

Dopo i tagli orizzontali della finanziaria di Tremosconi i quali dimezzano la maggioranza degli stipendi italiani, vale a direi redditi medio-bassi, il Cda della Rai continua con il suo lavoro di censura ai programmi d’informazione. A farne le spese saranno i quattro appuntamenti che vedranno come conduttori Saviano e Fazio, nel programma “Vieni via con me”.
Le prime due puntate non dovrebbero trovare ostacoli, i temi infatti non tangono minimamente il governo e dovrebbero andare in onda ad ottobre: si parlerà di eutanasia e di ‘ndrangheta. Le successive invece riguarderanno, una la ricostruzione post terremoto dell’Abruzzo, l’altra il caso dei rifiuti in Campania.
Gli ultimi due appuntamenti avranno argomenti scottanti i quali intaccano il governo nel suo nucleo fondamentale, senso di responsabilità. Il Cda è allertato, Masi: “Stiamo valutando di mandare in onda le prime due ad ottobre e le successive l’anno prossimo”. Gli ideatori del programma “Vieni via con me” non ci stanno, vogliono infatti che vadano in onda consecutivamente le quattro puntate e annunciano la sospensione.
La rettifica del Cda è ipocrita quando si sono già avuti sondaggi positivi sull’entrate della trasmissione, con vendite di spazi pubblicitari che vanno via come il pane. La televisione è il principale mezzo d’informazione in Italia. Il sospetto si trasforma in certezza, la Rai non è un servizio pubblico. La verità dei fatti non potrà mai essere raccontata linearmente: passerà sotto il controllo della politica e risulterà essere solo il tornaconto elettorale dei governi e dei partiti. La censura ai programmi d’informazione è diventata prassi, meglio conoscere i peccati capitali degli italiani che diffondere pillole di cultura.

mercoledì 2 giugno 2010

Quanto sangue ancora?

di Vincenzo Barbato

Non è possibile che nel 2010 stiamo ancora a parlare di guerra, ma la storia non ci ha insegnato nulla?
I governi sono stati molto bravi a camuffare le invasioni, con missioni di pace, sono stati molto bravi anche a camuffare interessi economici con le guerre al terrore, anche se di armi atomiche ed eserciti contro le nazioni libere non si sono mai trovati, siamo noi i responsabili di tutto ciò, siamo noi e non il governo, che continua a calpestare la costituzione che denigra la guerra, per non parlare dei trattati onu ed europei che tutelano i diritti umani, la guerra è umanamente ed economicamente svantaggiosa per una nazione, vediamo ora che in Germania un politico per aver fatto una gaffe ed aver rivelato la natura economica delle azioni di guerra in medio oriente è stato costretto a dimettersi, e poi vediamo La Russa che continua a sovvenzionare le armate per procurare morte, ricordiamoci che siamo sempre noi gli invasori e che non abbiamo alcuno scopo ed alcun diritto lecito per occupare, l' ultimo episodio della nave palestinese, che aveva solo ed unicamente lo scopo di aiutare, è stata assaltata dall esercito israeliano, in acque internazionali, una strage inutile, come tutte le altre del resto.
Per capire davvero cos'è la guerra bisogna ascoltare chi la combatte in modo pacifico e neutrale, come Gino Strada, il caso emergency ha sollevato il polverone che tutti conosciamo, ma non ho visto manifestazioni per chiedere al governo italiano la pronta uscita da quelle zone rosse, sono sempre stato dell' idea che i soldati che vanno lì, combattano più per ragioni economiche che per patriottismo, vorrei vedere una volta dare il buon esempio e guardare in televisione, Piersilvio Berlusconi o Renzo Bossi andare in Afghanistan, segno che il governo manda in prima linea i propri figli anziché inviare la solita plebaglia povera, oggi è la festa di una Repubblica che in Italia non è mai stata fondata, una Repubblica fatta di odio razziale di campagne ed inni cantati contro i terroni, una politica che promette sacrifici solo al popolo e tutela le 626.000 auto blu (9 solo di Brunetta) privilegi regali, 5.000 euro per pagare le mignotte, mentre si suicidano 20 persone perché non hanno lavoro, sono queste le vittime di stato e non i nostri soldati mandati a combattere una guerra non nostra.

Condividi su:

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su MySpace Posta su StumbleUpon Condividi su Reddit Condividi su Delicious Altri...