giovedì 2 dicembre 2010

L'Italia dei Fede e delle Gelmini

 di Mariluna Bartolo e Matteo Marini

 "Il palazzo è un simbolo, come lo è l’atto di distruggerlo. Sono gli uomini che conferiscono potere ai simboli. Da solo un simbolo è privo di significato, ma con un bel numero di persone alle spalle fare saltare un palazzo può cambiare il mondo>>. Dal film “V per vendetta”
Gli studenti non stanno utilizzando delle bombe ma stanno combattendo con degli striscioni, e sono proprio i simboli del nostro Paese che stanno prendendo di mira. Sono riusciti ad occupare pacificamente la torre di Pisa, la Mole Antonelliana, A Napoli è stato occupato il rettorato della Federico II, A Palermo, invece è stato occupato sia il porto che la stazione centrale.Gli studenti vogliono solo preservare il diritto allo studio, un diritto sancito dalla Costituzione, innegabile ad ogni essere umano.
In un paese dilaniato da una casta che impera a tutti i livelli e in ogni ambito della vita di un cittadino, il popolo ormai – secondo i manifestanti – non ha più nessun potere. Le giovani generazioni hanno abbassato la testa, non riescono più ad urlare i loro diritti e pensano che tutto gli sia dovuto. Ma questi ragazzi, con i loro striscioni e le loro urla stanno svegliando l’Italia.
In questi giorni molti politici e noti giornalisti hanno commentato in modo dispregiativo le proteste dei professori e degli studenti.
Il ministro Gelmini ha scelto il suo canale Youtube per rivolgersi direttamente agli studenti invitandoli a non farsi strumentalizzare dai baroni e a non mescolare la protesta con quella dei centri sociali. Nel video il ministro ha ribadito la volontà di andare avanti nell’approvazione della riforma dell’università, “un provvedimento – ha detto – che finalmente pone fine agli sprechi, ai rettori a vita, ai concorsi truccati e ai fenomeni di nepotismo”.
“Si tratta – ha continuato – di un disegno di legge indispensabile per migliorare la condizione degli studenti all’interno degli atenei, un progetto che mette al centro gli interessi dei ragazzi, a partire dal merito e dal diritto allo studio”.
Cara signora Gelmini le vorremmo dire che noi non siamo gli unici studenti che non aderiscono ai centri sociali e allo stesso modo neppure gli studenti che sono scesi in piazza.
Non sempre tutte le persone che contestano il governo o la casta politica devono necessariamente essere schierate politicamente o appartenenti a gruppi estremisti.
“Guardate che cosa è accaduto – ha esordito il direttore del tg4, Emilio Fede commentando le immagini della protesta – Questi studenti sono arrivati anche mascherati, imbavagliati per entrare dentro palazzo Madama. Hanno ferito chi tentava di fermarli. Non è mai accaduto nella storia di una Repubblica democratica come la nostra – ha aggiunto – di violare quello che, senza ironia, può essere chiamato il tempio della nostra Costituzione: il Senato”.
Hanno fatto di tutto – ha incalzato la protesta può essere legittima, si possono chiedere vantaggi, si può chiedere che qualcosa vada modificato, ma fare quello che hanno fatto queste bande, perché sono delle bande, è inammissibile. Ci sono, cioè – ha insistito Fede - centinaia di ragazzi organizzati per manipolare la protesta e poi vedete – ha aggiunto, rivolgendosi ai telespettatori – berretti rossi, incappucciati. Cioè questa è gentaglia“.
“Io credo – ha continuato – che un popolo civile come noi siamo, quando si trova di fronte a queste situazioni dovrebbe intervenire e menargli perché questi capiscono solo di essere menati”.
Vorremmo dire al signor Emilio Fede che, in una società civile che si possa chiamare tale, il diritto alla protesta e ad avere un’opinione dovrebbe essere tutelato molto più dei meri interessi personalistici.
La nostra idea di società civile è evidentemente diversa dalla tua caro Fede perchè il diritto alla protesta e ad avere una propria opinione sono le fondamenta su cui si regge il tutto.
Colgo l’occasione per esprimerLe una mia opinione: il suo tg, per quanto possa essere ben organizzato, a mio parere è piuttosto fazioso.
In questa Italia ormai governata da teleschermi che condizionano le nostre scelte; che ha inibito le coscienze critiche individuali e che ci ha fatto chinare la testa, vorremmo ricordare che proprio in questo paese – dilaniato da una crisi economica, politica e sociale – ha dato alla luce grandi personalità politiche e intellettuali che hanno forgiato il nostro paese dal nulla. Allo stesso tempo vorremmo sottolineare il fatto che il nostro paese è in mano a quegli eroi di cui non si sa né il nome né la faccia..quegli eroi che giorno dopo giorno lavorano per il bene di tutti…quelle persone che – anche in questa situazione – portano avanti i valori fondanti della nostra patria.
Per concludere, ci rivolgiamo a voi, cari politici: è grazie anche a quegli studenti e a quei professori che stanno sui tetti delle scuole che la nostra Italia si risveglierà, finalmente…
MARILUNA BARTOLO e MATTEO MARINI

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