venerdì 1 ottobre 2010

Il ciclo naturale della morte

di Vincenzo Barbato

La conferenza tenuta ieri a Casoria dal Professor Stefano Montanari sulle nanoparticelle e nanopatologie ha suscitato sugli spettatori terrore su quello che accade e su quello che hanno fatto alla nostra terra e le conseguenze che verranno ancora.

Il prof ci ha intrattenuto per circa 2 ore e mezza, sull’ argomento partendo dalla base, ovvero il fuoco, spiegando inoltre che con le attuali tecnologie non è possibile trattenere attraverso filtri, le nano polveri Pm 0,2 e che queste aumentano la loro pericolosità inversamente proporzionale alle dimensioni, se si aggiunge che non sono né biodegradabili, né biocompatibili, eterne e dulcis in fundo in grado di percorrere fino a 10.000 km, il quadro è scioccante, non c’è sicurezza, l’unico modo di agire è non costruire più queste porcherie attuando metodi di riciclo e di trattamento dei rifiuti come quello di Vedelago, premiando Carla Poli come miglior imprenditrice europea!

Il prof ci ha inoltre spiegato nel dettaglio che per ogni tonnellata di rifiuti bruciata, si producono 2 di rifiuti invisibili ad occhio umano ma ancora più pericolosi e che una volta decadute queste polveri, contaminano falde acquifere, atmosfera e terreni, rovinando l’ intera catena alimentare e quindi per ultimi noi! La conferenza si è chiusa con le prove analizzate al microscopio elettronico, dei tumori che si formavano nei bambini nelle vicinanza di inceneritori ed impianti a biomasse, mostrando immagini di neonati, animali morti o malformati.

Parlando di Casoria il prof ci ha spiegato che la differenza a livello di inquinamento rilasciato dalle nanoparticelle tra un inceneritore ed impianti a biomasse sono praticamente uguali, e che gli organi di stampa ed istituzionali mentono al popolo quando si parla di combustibili biologici, l’ olio di palma non è biologico quindi non fatevi abbindolare da stupidaggini di scienziati pagati dalle stesse imprese che costruiscono inceneritori.

A livello energetico inoltre per produrre gli 8,7 MW di energia che l’Arin ha dichiarato come portata della centrale a biomassa, richiedono circa 18-20 MW temici, ecco perché in uscita le particelle emesse sono ancora più dannose, è inutile inoltre appellarsi a leggi create per il tornaconto di industrie energetiche, non esistono assolutamente limiti di sicurezza, lo ha dichiarato anche la corte europea nel rapporto n 2 del 2007, in ambito campano invece il presidente del consorzio ambiente Vincenzo Pepe nello stesso 2007 subì minacce per aver chiesto analisi delle diossine, ed affermò all’ Espresso che l’Arpa funziona malissimo e che le misurazioni a cui si attiene a livello scientifico sono totalmente inutili, come le stupidaggini che dice Veronesi.

La soluzione finale? Semplice, rimboccarsi le maniche e agire nel nostro interesse, non bisogna affidarsi a nessuno, siamo noi che dobbiamo prendercela la libertà di crescere e di far nascere i nostri figli in un ambiente sano.

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