martedì 8 giugno 2010

La trasparenza innanzitutto

di Vincenzo Barbato

Certamente l' opinione pubblica è nettamente divisa su Di Pietro, se ne sono dette tante, che era corrotto, che aveva altri fini, si è gridato al complotto più volte, di questo ovviamente lui ne ha dato risposta e difendendosi, ma assolutamente la caratteristica che oggettivamente Di Pietro non si può dire che non abbia è la trasparenza e repentinità, con le quali ha vinto tante cause e mandando nell' oblio accuse fondate su domande, che se fossero state fatte al presidente del consiglio (ovviamente lui non ha mai risposto), avrebbe gettato ulteriore fango sulla sua già storpiata reputazione. Ebbene anche io personalmente, ho attaccato Tonino quando appoggiò Vincenzo De Luca a presidente della Regione Campania, non essendo un suo netto sostenitore questa volta mi schiererò dalla sua parte.
Tutto questo macello è nato da un articolo del Corriere della Sera, che questa volta uscendo dal ruolo di mero osservatore, si accinge a dare una critica, chi la definisce una calunnia, su vari aspetti del suo passato, come la laurea e la questione degli appartamenti della cricca, tra l' altro già chiariti e finiti in tonnellate di documenti e sentenze della magistratura, che potrete trovare qui, in difesa del leader Idv, sono intervenuti il Fatto Quotidiano che per primo ha raccolto un intervista all' ex magistrato, Beppe Grillo col suo blog e Marco Travaglio, dando semplicemente una considerazione, ovvero: Di Pietro ha fatto benissimo a rispondere per primo contro le accuse rivoltegli, aspettiamo smentite ed aspettiamo soprattutto il responso dei Pm.
Ovviamente stampa berlusconiana e paraculi non sono mancati a continuare il solito sproloquio infondato, ma loro di soldi per pagare le cause che perdono ne hanno, quindi a loro non tangono certi discorsi come l' indipendenza e la fondatezza con cui si danno le notizie, sono gli stessi giornali (a parte Feltri), si dicono favorevoli al ddl bavaglio, che se passerà come già spiegato ci catapulterà in una vera e propria censura modello cinese.
Del resto a voi la facoltà di decidere ciò che giusto e ciò che non lo è, ma mi sento di dire un ultima cosa, ma perchè stampa e televisioni diventando così bravi e si accaniscono in tal modo quando si tratta di investigare su di Di Pietro, Travaglio, Grillo, De Magistris, Santoro ecc, e quando la cricca o casta poilitica delinque in modo peggiore e se posso permettermi spudorato nessuno parla, a parte pochissime voci, e non si alza un polverone non superiore, ma almento uguale?
Ecco un piccolo e recente esempio di quello che voglio dire, di come un personaggio del genere possa mancare di rispetto all intelligenza degli italiani!

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