venerdì 18 giugno 2010

Il calcio italiano, macchina di uccisione delle coscienze civili

di Vincenzo Barbato

Questo non è il solito articolo, che denigra il calcio come "killer" dell' intelligenza e della civiltà, anzi il calcio indubbiamente è uno sport bellissimo, è lo sport più giocato in tutto il mondo, che rafforza il legame con i propri compagni nel farli operare insieme per raggiungere un grande obiettivo, per calciatori e tifosi, il vero danno non è il calcio in se stesso ma tutto quello che c'è al di fuori.
Le persone che stanno dietro le quinte, i lauti stipendi non meritati, le speculazioni e gli scandali che ruotano attorno ad esso come calciopoli.
Siamo noi italiani ad averlo reso una delle poche valvole di sfogo e di argomentazione per le nostre frustazioni: la mancanza di un buon lavoro, di un adeguata istruzione per tutti, ed una sanità che non lucri ed ammazzi prima della malattia, facendo si che si anteponesse alla protesta civile, occludendo tutto quello che è di interesse pubblico, è più facile trovare 70.000 persone in un giorno nello stadio San Siro che radunare 1.000 persone per protestare contro il nucleare, contro l acqua pubblica o qualsivoglia protesta civile che riguarda noi e solo noi, che riguarda il futuro dei nostri figli e nipoti e che garantisca lo sviluppo di una società meno peggiore di quella odierna, una società senza cultura, senza informazione, e quando mancano queste due mancano le basi per una sicurezza intellettuale per dire un netto no a tutto il sistema malato.
Il problema italiano è proprio questo, Beha l' ha colto in pieno nel video sottostante, io ho 20 anni e vedendo il mio futuro fatto a pezzi da questa classe politica marcia fino al midollo, l'unica mia reazione è manifestare, fare volantinaggio o altre forme di protesta, ma vedo in giro più ragazzi che dicono forza Inter, forza Juve o forza Napoli, i miei sono argomenti che non interessano a nessuno ma è il lavoro che ci da da mangiare, ci da soddisfazioni e gratificazioni e non una partita di calcio, certo dopo una bella vittoria dei mondiali dell' Italia ci sentiamo tutti carichi, ma dopo? Che succede dopo 2 o 3 giorni? Ritorniamo ad essere di nuovo demoralizzati e la realtà ci ripiomba addosso come un macigno.

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