giovedì 10 giugno 2010

Berlusconi elogiò Saviano

di Pietro Lupoli

Il 16 Aprile 2010 durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi illustrò l’azione di contrasto del suo Governo contro la criminalità organizzata. Nella sala Berlusconi sottolineò che la Mafia italiana secondo alcune classifiche risultasse la sesta mafia al mondo ma che fosse la più conosciuta grazie al supporto promozionale e culturale di serie televisive come la Piovra e di romanzi come Gomorra, portando ad un giudizio molto negativo per il nostro paese.
Ma il 15 ottobre 2008 il presidente del Consiglio spedì una lettera ad Ezio Mauro, direttore di Repubblica, per “rincuorare Roberto Saviano”, allora come oggi minacciato dalla criminalità organizzata. Nella missiva il premier scriveva: “Vorrei dirgli di tenere duro, di non cedere alle minacce della camorra”. Continuando: “Ai giovani talenti come Saviano dobbiamo tutti una civile gratitudine. Ma il Governo gli deve qualcosa di più. Deve garantirgli il diritto di non avere paura, a tutela più completa della sua incolumità”.
Il riassunto della storia nostra è che Saviano ha fatto bene a scrivere il libro, a vendere copie del suo romanzo edito dalla Mondadori ma che non può continuare a parlare delle Mafie. Come dire la criminalità organizzata è un fenomeno del prodotto umano destinato come tale a cessare di esistere. Procedendo di questo passo la Camorra e le Mafie finiranno con l’arrivo di una nuova forma di vita intelligente.

Ecco la lettera con cui Berlusconi rincuorava Saviano

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