domenica 16 maggio 2010

Italia che vai, cultura che trovi

di Claudia Ferrara

L'Italia è il paese della corruzion,e della mafia e della politica sporca; è il paese che ci ha deluso e che spinge sempre più persone a voler compiere il passo definitivo e lasciare la propria terra d'origine.
Ma per fortuna l'Italia non è solo questo.
In questi giorni si è concluso il "Festival de la Fiction Française", un dialogo tra scrittori francesi ed italiani che ha visto coinvolte alcune delle più importanti personalità del mondo della letteratura e del giornalismo moderno quali Olivier Rolin, Elisabetta Rasy, Gilles Leroy, Melania Mazzucco, nelle città italiane Milano, Bergamo, Brescia, Cuggiono, Mantova, Pavia, Roma, Napoli e Bari.

Per fortuna la letteratura non conosce limiti o discriminazioni geografiche, ed anzi soprattutto Napoli ha visto alcuni degli incontri più belli ed affascinanti: l'8 maggio lo scrittore Olivier Rolin, ex-leadere della Sinistra Proletaria e importante critico e "reporter", nonché scrittore, e la scrittrice e giornalista del settimanale "Sette" sul "Corriere della Sera" Elisabetta Rasy si prestano ad un'intervista di Antonella Cilento, alla scoperta dei propri libri e delle proprie esperienze editoriali, all'interno di un ciclo di incontri svoltisi all'istituto Grenoble.
Entrambi si confrontano su un tema a molti di noi caro ed affascinante: il viaggio, attraverso il pianeta, ma anche e soprattutto verso un altrove geografico, attraverso una cartografia che si definisce come un'intima avventura. Il "qui - laggiù", tema principale del dibattito, diventa un continuo andirivieni spazio-temporale. Gli scrittori non cercano di documentarci e non hanno scrupoli a scrivere prima di tutto a partire da se stessi, soprattutto per Olivier Rolin, mentre Elisabetta Rasy esplora anche il qui della sua memoria, tramite le sue esperienze e le sue scrittrici preferite.

Per chi fosse interessato, consiglio alcuni dei libri attinenti al tema trattato: "Port-Soudan" (1994), "Méroé" (1998), "Tigre en Papier" (2002), "Un chausseur de lions" (2008), di Olivier Rolin; "Memorie di una lettrice notturna", "Ritratti di signora", di Elisabetta Rasy, importanti anche perché dedicati alla scrittura femminile.

Per una volta abbiamo potuto fantasticare anche noi, grazie alla mente affascinante di questi autori. Speriamo solo il ritorno alla realtà non sia troppo brusco, ma a giudicare da quello che giorno dopo giorno si succede, c'è poco da fantasticare!

Condividi su:

Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su MySpace Posta su StumbleUpon Condividi su Reddit Condividi su Delicious Altri...