venerdì 2 aprile 2010

L'ENNESIMA SCONFITTA..PER NOI

di Claudia Ferrara

Le elezioni regionali del 2010 si sono tenute domenica 28 e lunedì 29 marzo. La consultazione ha interessato tredici regioni a statuto ordinario nelle quali i cittadini erano stati chiamati ad eleggere il nuovo Consiglio Regionale e, contestualmente, il Presidente di Regione. Nella stessa data, si è inoltre tenuta una tornata di elezioni amministrative in diverse aree del Paese.
Al di là di ogni credo politico, religioso o etico-morale, credo che i risultati, ormai noti a tutti, debbano far riflettere ognuno di noi.
Innanzitutto il Pdl ha perso molti voti un po' ovunque; inoltre nel nord ha trionfato soprattutto la Lega.
Ma a prescindere da questi pochi dati, dobbiamo sottilineare che ancora una volta la vittoria del centro-destra, che il Cavaliere sbandiera come l'ennesima controprova agli scandali giudiziari, alle voci invidiose di chi parla di regime e alle trasmissioni faziose, e di conseguenza come la prova che "l'amore vince sempre sull'odio e sull'invidia", dà piuttosto la sensazione di una vittoria avvenuta grazie alla debolezza di un'opposizione ormai in rovina piuttosto che per meriti personali.
E soprattutto deve farci ragionare su questo amore, che ormai sentiamo ovunque, sulla bocca di ogni politico del pdl: Cicchitto, a proposito del Piemonte parla di vittoria clamorosa, "politicamente, uno stupro". Sarebbe questa la loro concezione dell'amore?
Intanto il regime va avanti, le "libertà" di pochi continuano a proliferare e crisi economiche ed emergenze restano e sembrano destinate a restare indifferenti una volta sfruttate come capisaldi delle battaglie nei programmi elettorali di ogni lista.
Non si sa se sperare che qualcosa effettivamente cambi o se rassegnarsi all'ennesima sconfitta della libertà di pensiero, della giustizia, dei cittadini stessi, perché queste elezioni regionali, e le loro conseguenze, non sono una semplice sconfitta sportiva, ma sono l'ennesima imposizione di qualcosa dall'alto, l'ennesimo disorientamento per i cittadini, che alla fine ne sono usciti più sconfitti di qualsiasi altro politico.

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