lunedì 15 marzo 2010

TERRORE E ODIO NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE Un sguardo sottosopra alla Lewis Carroll alle vicende dell’Italia

di Claudia Ferrara

Un’ondata di violenza ed odio sembra essersi abbattuta sull’Italia. Da un po’ di mesi a questa parte non si capisce più nulla. E sì, manifestazioni, sit-in, “terroristi mediatici”, davvero non si capisce più nulla, sembra di rituffarsi come per magia nel XVIII secolo – già, proprio quel secolo di uguaglianza, libertà, della fondazione di importanti giornali, che ha visto nascere le più razionali menti filosofiche – e di vivere quei disordini che portarono alla caduta dell’Ancien Régime e del potere assolutistico e centralizzato, tra ghigliottine e violenza nelle piazze prima parigine, poi del resto d’Europa. E poi ci si lamenta se un pazzo si scaglia contro Berlusconi, tale Massimo Tartaglia, uomo di 42 anni, in cura per problemi mentali al Policlinico di Milano, che senza dubbio non ha agito per il suo squilibrio mentale ma perché istigato dal clima di terrore che regna in Italia da quando queste persone, tali comunisti/terroristi viola, hanno cominciato a riunirsi per scagliarsi contro San Silvio e a frequentare persone poco raccomandabili come Spatuzza; chi non si sentirebbe istigato all’odio in un clima così? In ultimo l’altro ieri una notizia che avvisa di una bomba sull’aereo del premier, presto smentita e – scrive «Il Tempo» - uno scherzo da come dicono fonti investigative. Sempre «Il Tempo» scrive:«Tutto questo è frutto del clima d'odio che c'è intorno alla mia figura», riportando le parole del premier che avrebbe pronunciato ad alcuni fedelissimi. Appare chiaro che tutto questo è opera di un nuovo Tartaglia, quindi tutto ciò non va preso sotto gamba. «Un allarme è sempre tale, non è mai falso. E queste cose nascono da un clima di odio», spiega il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, da sempre garante della pace e della non-violenza in Italia. Alla luce di tutto questo risulta davvero irriverente il commento di Di Pietro che ironizza su una faccenda così seria:«Bisognava creare oggi che c'era una notizia vera, la nostra manifestazione, una falsa notizia che occupasse l'informazione pubblica. Mi aspetto che stasera ci sia un editoriale di Minzolini...».
E giustamente all’attacco si risponde con un contrattacco: il grido di battaglia da un mese circa è uno solo: fermare Santoro e Annozero; meglio poi puntare fuoco anche contro la Dandini e il suo fastidiosissimo Parla con me, pazienza se poi bisogna sacrificare l’ala Porta a Porta, come dice un detto antico, “La guerra è guerra”.
Quest’ira viola ingiustificata è davvero negativa, per tutto quello che sta scatenando. Parla di ira anche Ugo Sartorio, ospite oggi alla trasmissione A sua immagine su Rai Uno per presentare il suo libro: Scacco matto ai vizi, e parlare dell’argomento di oggi: l’ira, appunto. L’ira è sempre sbagliata, come emerge dalle sue parole; di conseguenza anche chi si adira contro chi non rispetta i diritti del cittadino e la libera informazione sbaglia, pecca di ira. Già scandalizziamoci cattolicamente dell’ira di quest’ammucchiata stravagante, non della chiusura delle trasmissioni ad approfondimento politico o della pedofilia nella chiesa; dopotutto, i preti hanno chiesto perdono.

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