lunedì 1 marzo 2010

Liste Corrotte

di Vincenzo Barbato

Che bellezza, ora saranno tutti più felici ora che il governo ha deciso di candidare solo persone che hanno un passato immacolato, persone le cui fedine penali sono limpide, peccato che ha proporre questi concetti sia proprio il simbolo della corruzione in Italia, non sto parlando della criminalità organizzata, ma del nostro premier Berlusconi che ha più processi che capelli in testa, ora che ha deciso di fare le “liste pulite” nessuno parlerà più di populismo e di demagogia come hanno sempre fatto Di Pietro (anche lui passato al lato oscuro) e Grillo.
L’ ultima notizia che rincuora noi elettori e che Minzolini, con il suo editoriale by partitisan, ha assolto Berlusconi nel processo per corruzione al legale Mills, cosa assolutamente sbagliata, l’ avvocato è stato condannato ma prescritto dalla corte di cassazione, inoltre dovrà pagare una multa salatissima, 250.000 euro alla presidenza del consiglio, allora la domanda è lecita, se è stato condannato in terzo grado per corruzione perché il suddetto non è in carcere insieme al suo padrone? Semplice, la risposta è ex Cirielli, una legge promulgata dall’ odierno Pdl che taglia la prescrizione per i processi in cui è imputato B dal 2014-2015 al 2009-2010 facendo sì che truffolo scampi il carcere anche stavolta.
Per strada c’è delusione, ho partecipato alla manifestazione contro il legittimo impedimento, constatando nelle persone una gran voglia di legalità e di trasparenza, non c’è più un legame diretto con il governo, la polizia prende a manganellate gli studenti e gli operai invece di colpire quei deputati che votano leggi pro corruzione, legittimi impedimenti, processi brevi e tagli alle intercettazioni.
Nessuno ci aiuterà, nessuno risolverà i nostri problemi, gli unici che possono fermare questi scempi siamo noi, andando ogni volta in piazza, numerosi e pacifici, ed urlare a pieni polmoni la nostra rabbia per uno stato che non c’è più, la filosofia del “fai tu” non deve riecheggiare più nelle nostre menti, ogni cittadino ha il dovere civile di esprimere il proprio dissenso e deve prendersi carico di dire No unendosi insieme agli altri, svegliamoci e riscopriamo il piacere della resistenza, come un tempo fecero a loro modo i Partigiani.

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