martedì 16 marzo 2010

Chi l'ha vista?

di Claudia Ferrara

Con lo scoop di questi ultimi giorni avevamo sperato, avevamo aspettato con ansia la risposta del CdA della Rai; poi, la notizia: il blocco del blocco del blocco ai programmi di approfondimento politico, che conferma la decisione già presa (ahimé!) il 10 febbraio.
Il popolo viola si era riunito anche questa volta a viale Mazzini per protestare contro la censura e per il rispetto del pluralismo, accanto a Idv e Sinistra Ecologia Libertà. Per Daniele Capezzone, portavoce del Pdl queste che lui definisce «pressioni indebite sul Consiglio di amministrazione della Rai» sono gravi, così com’è grave che «il vero obiettivo di chi preme e protesta sia quello di avere non i talk show, ma i talk show senza regole, quelli alla Santoro-Travaglio, quelli centrati sul massacro dell'immagine dell'avversario, quelli costruiti sulle 'tesi' di Spatuzza o di Ciancimino junior».
Il CdA della tv di Stato ha comunque dato mandato al direttore generale della Rai, Mauro Masi, di rappresentare alla commissione parlamentare di Vigilanza la situazione che si è creata.
I membri di centrosinistra del CdA, Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, hanno diffuso una nota in cui parlano di «decisione dilatoria che non sana la forzatura di interpretazione del regolamento compiuta quando a maggioranza fu decisa la sospensione di quattro trasmissioni di approfondimento». La Rai inoltre, sempre secondo i consiglieri di opposizione, rischia a questo punto di incorrere in sanzioni.
Le polemiche non si placano, così come lo scontro politico sul blocco dei talk-show.
Intanto si apprende che Berlusconi è formalmente indagato per concussione e «violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario» (articoli 317 e 338 del Codice penale) dalla procura di Trani; anche il commissario Agcom e il direttore del Tg1 sono indagati. E oggi verrà ascoltato Michele Santoro come testimone.

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