mercoledì 4 novembre 2009

Il trans-ricatto


Insomma alla fine c entra sempre lui, uno non è che vuol sempre parlar male di lui ma se fa tutto da solo sarebbe meglio raccontarlo, daltronde non sarebbe un buon dittatore se non avesse le mani in pasta dappertutto, cmq stringendo la storia comincia così.
3 luglio in un quartiere in periferia di roma 3 carabinieri fanno irruzione illecitamente e senza alcun mandato nella casa di Natalì, un trans che è in compagnia del governatore della regione Lazio Marrazzo ed alcune strisce di coca, come sanno tutto questo i carabinieri? Grazie alla soffiata di uno spacciatore di nome Gianguarino Cafasso.
11 luglio
Cafasso, tramite il suo avvocato, contatta Libero (il giornale di mr B) ancora diretto da Vittorio Feltri per vendere il video.
15 luglio
Cafasso contatta due giornaliste di Libero e mostra loro il video e così Feltri ne viene a conoscenza, ed ad una riunione con mr B che era stata indetta per far passare il direttore di Libero alla testata il Giornale (sempre di mr B) egli non segnala niente a proposito del video al premier... strano
Agosto
Il video finisce nelle mani di un paparazzo, Scarfone, che è il protagonista della vicenda analoga del caso Sircana, il paparazzo contatta la Photomasi che a sua volta contatta il settimanale Oggi.
21 agosto
Feltri lascia Libero per andare a dirigere Il Giornale, al posto di Mario Giordano. Belpietro lascia Panorama per andare a dirigere Libero. Giordano saluta così i lettori del Giornale.
28 agosto
Feltri esordisce da par suo al Giornale, tirando fuori il primo dossier: una vecchia condanna di Dino Boffo, reo di pallide critiche al premier, per molestie su una ragazza.
1 settembre
Giangavino Sulas, inviato di Oggi, accompagnato da due dei carabinieri deviati, visiona il solito spezzone del video. E, in mancanza di garanzie sull’autenticità, decide di non farne nulla.
25 settembre
Un uomo vicino alla maggioranza di governo “soffia” a diversi giornalisti, fra cui Peter Gomez de Il Fatto, Giuseppe D'Avanzo de la Repubblica, e un inviato di Libero, che circola un video contro Marrazzo. Notizia impossibile da confermare, dunque impubblicabile.
5 Ottobre
la Masi inconta Signorini che si dichiara interessato al video ma contatta prima gli editori (Marina Berlusconi e Costa), poi si decide che si doveva vendere a Belpietro (attuale direttore di Libero).
12 ottobre
Belpietro incontra la Masi che gli mostra il video, ma non gliene lascia copia. La signora dirà a verbale che quel giorno si accordò con Libero per 100 mila euro.
14 Ottobre
Partono le indagini e Signorini nel caos suggerisce di vendere il video a Panorama (che fa capo a Mondadori che a sua volta fa capo a mr B), ma poi non si fa più niente perche subentra la Magistratura
19 Ottobre
Dopo tutto questo tempo in cui il premier sa (e non può negarlo) si decide a chiamare Marrazzo per dirgli che il video nelle sue testate non verrà pubblicato(e neanche dalle altre visto che è ben custodito in una cassaforte della Mondadori), e gli propone per sbrogliare la matassa di acquistarlo dal venditore Photomasi. Guardate dopo tutto questo pensavo che Silvio volesse fare un gesto caritatevole, questo è un ricatto bello e buono, Berlusconi in poche parole gli ha detto o ti compri il video o potrebbe circolare... sono indignato!

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