giovedì 12 novembre 2009

Altro caso di morte sospetta

Un altro morto, dopo Stefano Cucchi ne arriva un altro, si chiamava Giuseppe Saladi­no, detto Geppo, 32 anni, elet­tricista, tossicomane, originario e residente a Parma, il giovane arrestato e incarcerato con l' accusa di aver scassinato alcuni parchimetri nel centro della città finiva di scontare una pena di 1 anno e due mesi, arrestato di nuovo, perché evase dal carcere domiciliari, secondo gli inquirenti la fuga aveva lo scopo di ritornare a far uso di droga. Racconta il ragazzo attraverso le lettere inviate alla madre la durezza del carcere, "ma che ci faccio qui, sono in mezzo ad assassini, violentatori" cosi racconta, e man mano che il tempo passava la paura si tramutò in panico tanto che il penitenziario decise di trasferirlo in un ospedale psichiatrico, nonostante fosse sano mentalmente, il giovane invano chiese di essere trasferito in un ospedale civile, ma non fu ascoltato, secondo le lettere lo tenevano legato ad un letto e veniva quotidianamente imbottito di psicofarmaci, che lo tenevano in uno stato di calma, "era sempre intontito e terrorizzato", così lo descrive la madre dopo averlo visto, poi finalmente la scarcerazione, il ragazzo come già detto tenta la fuga con la ragazza, dopodiché c'é la morte, il legale della famiglia Saladino accusa il "manicomio" dove aveva rinchiuso il Geppo di aver abusato con i dosaggi dei farmaci che gli avevano fatto prendere e che una volta mescolati alla droga gli avrebbe provocato una crisi cardiaca, così affermano anche i verbali della questura, invece, l' istituzione carceraria afferma che il ragazzo sarebbe stato colto da un overdose, il giallo prosegue, la mamma disperata dichiara che il figlio era solo un ladro di polli, un uomo colto da errori di ingenuità. Il ragazzo sarebbe morto di notte in ospedale, dopo essere stato arrestato.

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